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Roma-Inter, dodici punti a testa: sabato all'Olimpico decide chi regge meglio le coppe

Sabato alle 18 va in scena l'unico vero big match fra due squadre a punteggio pieno: Gasperini ha la miglior difesa del campionato, Chivu una rosa più esperta ma già alle prese con le prime assenze pesanti.

Roma-Inter, dodici punti a testa: sabato all'Olimpico decide chi regge meglio le coppe
Roma-Inter, dodici punti a testa: sabato all'Olimpico decide chi regge meglio le coppe — Grafica Arena Roma
Aggiornamento · 16 set, 13:09

Per la sfida di sabato l'AIA ha designato Davide Massa, arbitro con cui la Roma non vince da dieci gare, l'ultima risalente a Inter-Roma 1-2 del 1 ottobre 2022. Al Var ci sarà Mazzoleni, mentre in campo assisteranno Massa i colleghi Meli e Berti, con Maresca quarto uomo. Il precedente più recente con il fischietto ligure è la sconfitta di marzo per 2-1 contro il Como al Sinigaglia, gara segnata dall'espulsione di Wesley poi rivelatasi un errore, visto che il contatto con Diao non c'era mai stato.

Aggiornamento · 16 set, 08:30

Il vero terreno di scontro di sabato saranno i reparti offensivi: alla Roma di Gasperini, che ha già subito una sola rete in quattro giornate, risponde un attacco nerazzurro che ne ha segnate tredici contro le dodici giallorosse. Dybala, chiamato a sfidare l'amico Lautaro, resta l'ago della bilancia offensivo di Gasperini, con Castro pronto a rilevare Malen e Mora come alternativa a Soulé. Sul fronte Inter, Pio Esposito ha già timbrato due reti in questo avvio e Thuram è apparso ritrovato dopo il Mondiale, con Bonny come ulteriore opzione a gara in corso.

Aggiornamento · 15 set, 23:25

La Roma affronta l'Inter da capolista solitaria a punteggio pieno, una situazione già vissuta nella stagione 2014/15 quando i giallorossi si presentarono imbattuti allo scontro diretto con la Juventus. In quel caso l'inizio perfetto si infranse proprio contro i bianconeri, aprendo una flessione che pesò sulla corsa scudetto. Il precedente pesa sull'ambiente romanista, che sabato all'Olimpico cerca la conferma che il 2014/15 non si ripeta e che il primato dopo quattro giornate non resti solo un fuoco di paglia.

L'appuntamento è fissato all'ora dell'aperitivo: sabato 19 settembre, ore 18:00, Stadio Olimpico. Roma e Inter arrivano appaiate a 12 punti dopo quattro giornate, le uniche due squadre della Serie A a non aver ancora perso, e si giocano molto più di tre punti — anche se sarebbe sbagliato ridurre la corsa scudetto a un duello a due, con il Como a punteggio quasi pieno alle loro spalle.

Gasperini arriva con la miglior difesa del campionato, un solo gol subito in quattro partite, e con il fattore Olimpico a favore. Ma il dato che pesa di più riguarda la gestione delle energie: a Torino, lunedì, ha dovuto rinunciare a Dybala, Malen e Cristante già a mezz'ora dalla fine, tre dei suoi uomini più importanti tolti dal campo in anticipo. Un segnale che il doppio impegno fra campionato e il ritorno in Champions League dopo sette stagioni comincia già a farsi sentire sulle gambe.

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Dall'altra parte Chivu non se la passa meglio. Contro l'Udinese ha dovuto rinunciare a Calhanoglu, appesantito dagli acciacchi, e a Dimarco, non ancora pronto per giocare dal primo minuto, schierando una difesa mai vista prima in stagione. Ha anche scelto di tenere fuori Lautaro e Jones, facendo esordire dal 1' in questa Serie A Mkhitaryan. Nonostante tutto l'Inter ha vinto, come hanno vinto Roma e Como nei rispettivi turni: la sensazione, però, è che alla lunga la capacità di reggere il doppio impegno — non la qualità della rosa nelle sedici mattine di allenamento — sarà l'ago della bilancia.

È il paradosso di questo avvio: tre squadre vincono tutte le partite e sembra che i turni di coppa non abbiano lasciato il segno, ma le formazioni raccontano il contrario. Chivu ha comunque un gruppo più completo e più abituato a stare stabilmente in vetta, un vantaggio che si misura più sulla distanza che sabato pomeriggio.

Per la Roma, reduce dal poker di vittorie consecutive che mancava dal 2014, sabato è la prima vera verifica da capolista contro una diretta concorrente. Vincere o pareggiare non cambierebbe la sostanza di una corsa scudetto che a settembre non si decide, ma darebbe a Gasperini la conferma che gestire Champions League, campionato e un attacco che a Istanbul aveva già mostrato il fiato corto non è solo un problema dell'Inter.

Fonte: ForzaRoma

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