Roma-Inter, dodici punti a testa: sabato all'Olimpico decide chi regge meglio le coppe
Sabato alle 18 va in scena l'unico vero big match fra due squadre a punteggio pieno: Gasperini ha la miglior difesa del campionato, Chivu una rosa più esperta ma già alle prese con le prime assenze pesanti.

Per la sfida di sabato l'AIA ha designato Davide Massa, arbitro con cui la Roma non vince da dieci gare, l'ultima risalente a Inter-Roma 1-2 del 1 ottobre 2022. Al Var ci sarà Mazzoleni, mentre in campo assisteranno Massa i colleghi Meli e Berti, con Maresca quarto uomo. Il precedente più recente con il fischietto ligure è la sconfitta di marzo per 2-1 contro il Como al Sinigaglia, gara segnata dall'espulsione di Wesley poi rivelatasi un errore, visto che il contatto con Diao non c'era mai stato.
Il vero terreno di scontro di sabato saranno i reparti offensivi: alla Roma di Gasperini, che ha già subito una sola rete in quattro giornate, risponde un attacco nerazzurro che ne ha segnate tredici contro le dodici giallorosse. Dybala, chiamato a sfidare l'amico Lautaro, resta l'ago della bilancia offensivo di Gasperini, con Castro pronto a rilevare Malen e Mora come alternativa a Soulé. Sul fronte Inter, Pio Esposito ha già timbrato due reti in questo avvio e Thuram è apparso ritrovato dopo il Mondiale, con Bonny come ulteriore opzione a gara in corso.
La Roma affronta l'Inter da capolista solitaria a punteggio pieno, una situazione già vissuta nella stagione 2014/15 quando i giallorossi si presentarono imbattuti allo scontro diretto con la Juventus. In quel caso l'inizio perfetto si infranse proprio contro i bianconeri, aprendo una flessione che pesò sulla corsa scudetto. Il precedente pesa sull'ambiente romanista, che sabato all'Olimpico cerca la conferma che il 2014/15 non si ripeta e che il primato dopo quattro giornate non resti solo un fuoco di paglia.
L'appuntamento è fissato all'ora dell'aperitivo: sabato 19 settembre, ore 18:00, Stadio Olimpico. Roma e Inter arrivano appaiate a 12 punti dopo quattro giornate, le uniche due squadre della Serie A a non aver ancora perso, e si giocano molto più di tre punti — anche se sarebbe sbagliato ridurre la corsa scudetto a un duello a due, con il Como a punteggio quasi pieno alle loro spalle.
Gasperini arriva con la miglior difesa del campionato, un solo gol subito in quattro partite, e con il fattore Olimpico a favore. Ma il dato che pesa di più riguarda la gestione delle energie: a Torino, lunedì, ha dovuto rinunciare a Dybala, Malen e Cristante già a mezz'ora dalla fine, tre dei suoi uomini più importanti tolti dal campo in anticipo. Un segnale che il doppio impegno fra campionato e il ritorno in Champions League dopo sette stagioni comincia già a farsi sentire sulle gambe.
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Dall'altra parte Chivu non se la passa meglio. Contro l'Udinese ha dovuto rinunciare a Calhanoglu, appesantito dagli acciacchi, e a Dimarco, non ancora pronto per giocare dal primo minuto, schierando una difesa mai vista prima in stagione. Ha anche scelto di tenere fuori Lautaro e Jones, facendo esordire dal 1' in questa Serie A Mkhitaryan. Nonostante tutto l'Inter ha vinto, come hanno vinto Roma e Como nei rispettivi turni: la sensazione, però, è che alla lunga la capacità di reggere il doppio impegno — non la qualità della rosa nelle sedici mattine di allenamento — sarà l'ago della bilancia.
È il paradosso di questo avvio: tre squadre vincono tutte le partite e sembra che i turni di coppa non abbiano lasciato il segno, ma le formazioni raccontano il contrario. Chivu ha comunque un gruppo più completo e più abituato a stare stabilmente in vetta, un vantaggio che si misura più sulla distanza che sabato pomeriggio.
Per la Roma, reduce dal poker di vittorie consecutive che mancava dal 2014, sabato è la prima vera verifica da capolista contro una diretta concorrente. Vincere o pareggiare non cambierebbe la sostanza di una corsa scudetto che a settembre non si decide, ma darebbe a Gasperini la conferma che gestire Champions League, campionato e un attacco che a Istanbul aveva già mostrato il fiato corto non è solo un problema dell'Inter.
Fonte: ForzaRoma




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