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Slovan all'Olimpico 15 anni dopo: l'ultima volta ci eliminò, e la Roma in Europa in casa ha perso 4 delle ultime 6

Domani alle 21 allo Stadio Olimpico arriva l'ultima della classe della League Phase, a zero punti e con 9 gol subiti. Per i precedenti del 2011 e per il nostro rendimento casalingo in Europa, però, non è una serata da prendere sottogamba.

Lo stadio Olimpico di Roma
Lo stadio Olimpico — Foto: Andrew · CC BY-SA 3.0

Domani alle 21 lo Stadio Olimpico ospita Roma-Slovan Bratislava, terza giornata della League Phase di Champions League. I numeri del torneo dicono che la sfida è tra due squadre ancora in cerca di quota: noi siamo venticinquesimi con 1 punto e una differenza reti di -1 (4 gol fatti, 5 subiti), gli slovacchi sono ultimi con 0 punti e una differenza reti di -8 (1 gol fatto, 9 subiti).

Il primo avversario europeo a cui non possiamo dare del "piccolo" è la storia. Roma e Slovan si sono incontrate due volte, nel playoff di accesso all'Europa League 2011/2012: all'andata a Bratislava vinsero loro 1-0, al ritorno finì 1-1. Un'eliminazione contro un avversario di livello inferiore, proprio il tipo di serata che la piazza non perdona. Sono passati 15 anni, e il ricordo è tornato insieme al nome dello Slovan.

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Il problema è l'Olimpico

Il dato che dovrebbe far riflettere più della classifica è un altro: la Roma ha perso 4 delle ultime 6 partite interne giocate in Europa, contro Lille, Viktoria Plzen, Bologna e Real Madrid. Quattro sconfitte su sei in casa sono un'abitudine, non un incidente. La Champions è tornata all'Olimpico il 14 ottobre dopo 3.165 giorni di assenza e la prima sera ci ha lasciato con una sconfitta. Davanti al nostro pubblico, in coppa, c'è un conto da pareggiare, e non lo si pareggia con il solo nome dell'avversario.

Lo Slovan arriva dopo il 6-1 subìto a Parigi nella prima giornata, e basterebbe quello per archiviare la pratica. Ma i numeri della qualificazione raccontano una squadra capace di fare risultato lontano da casa: ha vinto tutte e tre le trasferte del percorso, 2-0 contro l'Iberia Tbilisi, 2-1 contro il Mjallby e 2-1 dopo i tempi supplementari contro il Celje. Non è una corazzata, e non lo scriviamo per tirare un freno: è una squadra che in trasferta sa portare a casa la gara.

Gian Piero Gasperini non ha mai affrontato lo Slovan né altre squadre slovacche in carriera: un avversario nuovo da studiare, ed è il motivo per cui la vigilia di Trigoria conta. Intanto l'emergenza non è finita: Svilar è fuori fino al 21 novembre, Cristante e Koné sono ai box, mentre Dybala lavora per entrare almeno tra i convocati, con un'eventuale presenza che partirebbe dalla panchina.

La domanda che ci portiamo al bar è semplice: se non battiamo l'ultima in classifica, all'Olimpico, con il pubblico che ha atteso sette stagioni per rivedere questa musica, cosa possiamo promettere nel resto del girone? Il prossimo snodo europeo è il 3 novembre a Old Trafford contro il Manchester United, ma la strada per arrivarci passa da domani sera.

Fonte: Voce Giallorossa

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