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Darboe è tornato, ma il Bari non ha nessuno al suo posto: a Picerno si riparte da un centrocampista che si ferma spesso

Con la Scafatese ha giocato pochi minuti dopo un mese fuori: l'ultima presenza era a Salerno, il 4 ottobre. Lunedì al Curcio può partire titolare, ma il mese senza di lui ha mostrato che dietro di lui non c'è niente.

Darboe con la maglia del SSC Bari
Darboe con la maglia del SSC Bari — Foto: de.wikipedia.org

L'ultima partita di Darboe prima dello stop era stata Salernitana-Bari 2-1, il 4 ottobre. Poi un mese fuori, e il rientro sabato con la Scafatese: pochi minuti, quando ancora non era al meglio della condizione. Lunedì 9 novembre alle 20:45, al Comunale Donato Curcio, il centrocampista ex Roma, classe 2001, può tornare titolare. Detto così sembra una buona notizia, e in parte lo è. Ma va letta per intero.

Il mese senza di lui pesa. Dopo Salerno, in campionato sono arrivati Bari-Giugliano 2-0, Bari-Crotone 0-0 e Casertana-Bari 1-1, poi l'1-1 con la Scafatese nel giorno del rientro. In mezzo c'è anche l'eliminazione in Coppa Italia Serie C a Potenza. Una vittoria in quattro partite di campionato, e il Potenza che intanto è salito a 29 punti, sette più di noi. Non tutto dipende da un giocatore solo: non lo pensiamo e non lo scriviamo. In mezzo al campo, però, la sua assenza si è vista eccome. Il reparto è parso lento e senza idee, e le parole del dopo-Scafatese lo confermano. Rastelli ha detto «Prima mezzora buona, poi si è spenta la luce», e Mogoș ha ammesso: «Stanno mancando lucidità e cattiveria».

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Il passo che manca, e nessuno che lo sostituisca

In questo inizio di stagione Darboe ha mostrato di saper recuperare palloni e di ripartire veloce, cambiando il passo al reparto. Sono due cose che nell'ultimo mese il Bari non ha avuto. Lo dice il modo in cui la squadra si spegne quando la partita si complica: contro la Scafatese, dopo il pari di Emmausso al 31', c'è stata quasi un'ora di gioco senza che cambiasse niente. Riaverlo dal primo minuto a Picerno vuol dire ritrovare un pezzo che mancava. Non vuol dire che il problema sia risolto.

Il punto scomodo è un altro. In rosa non c'è un giocatore con le sue caratteristiche, e quest'ultimo mese ce l'ha mostrato senza bisogno di spiegazioni. A questo si aggiungono i suoi frequenti infortuni, in una squadra che ne ha contati 10 nelle prime 10 giornate. Un centrocampista che si ferma spesso, e senza un sostituto: questo è un buco nella costruzione della rosa, non sfortuna. Ne risponde chi l'estate scorsa ha fatto il mercato. Adesso non si può più rimediare: la sessione si è chiusa il 1° settembre, riapre il 2 gennaio e fino ad allora si possono tesserare solo svincolati.

Così la palla passa a Rastelli, che si trova davanti un equilibrio delicato. Darboe serve subito, perché il Bari ha bisogno di vincere e di ritrovare un passo. Ma rimetterlo in campo a pieno regime dopo un mese di stop vuol dire rischiare una ricaduta, e una ricaduta oggi riporterebbe la squadra a ottobre. Gestirlo con i minuti giusti non è un dettaglio da staff medico: è una delle scelte su cui l'allenatore verrà giudicato, in una settimana in cui la sua panchina è già al centro della discussione.

Il fatto che l'insostituibile di questo Bari sia un giocatore fragile, e che insieme a lui l'unico altro sia il portiere Cerofolini, ci preoccupa. Dice che la squadra regge su pochissimi nomi e che basta un acciacco per farla scivolare. Al bar la domanda è semplice: se Darboe si ferma di nuovo a novembre, con Foggia e Catania in calendario dopo Picerno, chi va in mezzo al campo?

Prima c'è il Picerno: 18 punti, sei vittorie e sei sconfitte, nessun pareggio, e due successi su due da quando c'è Di Deo. Lunedì sera al Curcio scopriremo se il ritorno di Darboe cambia davvero il passo del Bari o se è servito solo a coprire un problema che non è stato risolto.

Il video ufficiale

Fonte: TuttoBari

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