Picerno-Bari, al Curcio non basta più la mezz'ora
Tre pareggi di fila, fischi al San Nicola e un allenatore sotto esame. Lunedì alle 20:45 a Picerno il Bari gioca contro una squadra che in questo campionato non ha mai pareggiato: o si vince o si perde.

Bari-Scafatese è finita 1-1, e la partita è durata quanto ha detto lo stesso Massimo Rastelli: «Prima mezzora buona, poi si è spenta la luce». Gómez ha segnato al 9', Emmausso ha pareggiato al 31' e da lì il Bari non ha più trovato la strada. Al San Nicola c'erano 2.023 spettatori e alla fine sono arrivati i fischi. Dopo la gara i capi-ultras si sono confrontati con Rastelli e con il direttore sportivo Antonio Minadeo. Mogoș l'ha detto senza giri di parole: «Stanno mancando lucidità e cattiveria». Se lo dice uno che va in campo, non è più un'impressione della tribuna.
Un avversario che non conosce la via di mezzo
Il Picerno è settimo con 18 punti: 6 vittorie e 6 sconfitte, l'unica squadra del girone che non ha ancora pareggiato. Dopo l'esonero di De Luca la panchina è passata al vice Di Deo, che ha vinto 2 partite su 2. È una piazza di provincia, e chi tifa Bari sa cosa significa: a Picerno non si va a prendere un punto, si va a vincere. In Coppa Italia Serie C il Bari il Picerno l'ha già eliminato, ma era un'altra competizione e non conta niente per la classifica di lunedì. Il nostro pronostico dice 37% - 27% - 36%: una partita in bilico, che non è la cosa che una squadra con le nostre ambizioni dovrebbe offrire in trasferta.
La classifica dice che il Bari è secondo a 22 punti, ma la vetta non è il punto. Il Potenza è a 29, sette punti sopra. Cerignola e Sorrento sono a due lunghezze. Ottobre ha portato 6 punti su 15, e il Bari non vince da quattro gare ufficiali, contando la Coppa persa a Potenza. Cinque giorni dopo Picerno c'è il derby col Foggia, sabato 14 novembre: arrivarci con un'altra partita senza vittoria vorrebbe dire giocarlo con la piazza già contro.
Sul tavolo c'è Rastelli, ed è giusto che ci sia. Dodici giornate dopo, la squadra non ha ancora una formazione tipo: davanti l'unico fisso è Butić. Gli esterni offensivi hanno segnato un solo gol in campionato, quello di Bianchi; Esposito, Tribuzzi, Della Morte e Manzari sono ancora a zero. Questo riguarda chi allena, che deve far rendere quei giocatori, ma riguarda anche chi li ha scelti in estate. Le responsabilità sono due e non si escludono a vicenda. Gli infortuni ci sono stati, ma non spiegano perché una squadra che parte bene si spegne dopo mezz'ora per tre partite di fila.
A Picerno serve una cosa sola: novanta minuti con la stessa intensità della prima mezz'ora con la Scafatese, e la cattiveria di cui parla Mogoș trasformata in gol. Contro una squadra che non pareggia mai, il pareggio che è diventato la nostra abitudine è probabilmente il risultato meno probabile. Lunedì sera il Bari deve far vedere da che parte sta.




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