Colangiuli, 29 minuti con la Scafatese e il pallone del sorpasso sprecato: a Picerno il Bari deve decidere che cosa farne
Il centrocampista classe 2005 è stato il più vivo nell'1-1 di sabato, dopo un primo segnale in Coppa a Potenza. Adesso tocca a Rastelli dire se è un'alternativa o una scelta, perché a centrocampo le idee mancano.

Nel finale di Bari-Scafatese, a partita ormai complicata, il pallone buono per tornare avanti è capitato a Vincenzo Colangiuli. Un'occasione colossale, e non è entrata. Ma sabato, nei 29 minuti che ha giocato, il numero 32 è stato quello che ha dato a una squadra spenta un minimo di imprevedibilità. Ha mostrato personalità e la capacità di fare reparto, che nel Bari di queste settimane non si vedono spesso.
Non è un lampo isolato. Un primo segnale era arrivato in Coppa, nel 2-1 con cui il Potenza ci ha eliminati il 27 ottobre. Il giorno dopo Rastelli aveva ammesso di averlo usato poco, forse meno di quanto avrebbe dovuto. Sabato ha avuto una mezz'ora per confermarlo, e l'ha confermato.
Un ragazzo di casa che ha dovuto girare
La sua storia dice parecchio di come il Bari tratta i suoi giovani. A lanciarlo in Serie B è stato Iachini, nella trasferta di Modena finita in pareggio, quando servivano forze fresche. Dopo, poche presenze: con Caserta, Vivarini e Longo non è mai entrato nelle gerarchie. Quindi il Sorrento, poi il Lumezzane, e infine il ritorno a casa. Contro la Cavese, alla prima, gli sono bastati 8 minuti per segnare il 3-0 finale. Contro il Barletta, alla seconda giornata, ha giocato 29 minuti, gli stessi di sabato. Il resto dell'autunno l'ha passato quasi tutto a guardare.
Dalla sua ha la duttilità: può giocare da centrale e soprattutto da mezzala. Proprio lì, dodici giornate dopo, il Bari non ha ancora trovato le risposte. Contro la Scafatese mancava Grgic per una contusione al nervo sciatico, e dalla mediana non è arrivato nulla che cambiasse la partita: 16 tiri, 10 angoli e un solo gol, segnato al 9'. Dopo il pareggio di Emmausso al 31' la squadra ha giocato un'ora senza idee. È lì che Colangiuli ha portato qualcosa di diverso.
Qui la domanda va fatta a chi allena. Se un ragazzo del vivaio, dopo un anno in prestito tra Sorrento e Lumezzane, diventa la cosa più viva in campo appena gli si danno minuti, perché ne ha avuti così pochi? Vincere tre pareggi fa non cambia la risposta: con 6 punti su 15 a ottobre e quattro gare ufficiali senza vittoria, non conta più la gerarchia d'agosto. Conta chi oggi dà al centrocampo quello che manca, cioè le idee.
Non è un'investitura. Il pallone del finale andava messo dentro, e un classe 2005 con una mezz'ora buona non risolve da solo i problemi di una rosa costruita in fretta. La responsabilità resta di chi l'ha costruita e di chi la mette in campo. Però continuare a usarlo come un tappabuchi negli ultimi minuti adesso sarebbe uno spreco difficile da spiegare.
Lunedì alle 20:45 si gioca al Curcio contro il Picerno, che con Di Deo ha vinto 2 gare su 2 e in campionato non ha mai pareggiato. Il Potenza è a +7, Cerignola e Sorrento a -2. Lì capiremo se Rastelli ha cambiato idea su Colangiuli o se aveva parlato solo per la conferenza stampa.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoCalcioPuglia




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.