Prisco e Colangiuli non possono restare alternative: dopo il Potenza a +7, a Picerno serve un'altra mediana
Nell'1-1 con la Scafatese il Bari si è visto bloccato, senza ritmo e con i veterani sotto pressione. Dopo quattro gare senza vittoria, la strada dei due giovani del centrocampo è quella che chiediamo a Rastelli.

Quattro gare ufficiali senza vittoria, tre pareggi di fila in campionato, il Potenza a 29 contro i nostri 22. Dentro questi numeri c'è una squadra che con la Scafatese, dopo il vantaggio di Gómez al 9' e il pareggio di Emmausso al 31', non è più riuscita a darsi un ritmo. È la lettura che ci porta a una domanda precisa sul centrocampo: perché Prisco e Colangiuli devono ancora essere considerati alternative?
Il problema non è nuovo e non è solo di moduli. Il Bari visto al San Nicola era fermo, frenato dai timori, incapace di accelerare la manovra. Rastelli stesso ha parlato di una squadra «involuta» e di una luce che si è spenta dopo la prima mezzora. Mogoș, a sua volta, ha detto che mancano «lucidità e cattiveria». Chi gioca davanti a 2.023 spettatori e ai fischi finali lo sente sulla pelle: l'esperienza, da sola, non sta dando le garanzie che dovrebbe dare.
Leggi anche Quattro gare senza vittoria e nove giorni fino a Picerno: per Rastelli comincia la settimana più lunga
Che cosa portano i due
Prisco, classe 2008 arrivato in prestito dal Napoli, è quello che dà ordine: giocate verticali, passaggi puliti, un pallone che sale più in fretta lungo la mediana. Colangiuli, entrato al 61' con la Scafatese, offre altro: l'uno contro uno, lo strappo, la capacità di saltare la prima linea di pressione avversaria. Sono due qualità che in questo momento al Bari mancano, e non per caso: una squadra prevedibile si rompe con chi sa essere imprevedibile.
Va detto con chiarezza che non basta il nome di un ragazzo per cambiare una stagione, e non lo diciamo per entusiasmo. Lo diciamo perché, dopo dodici giornate, Rastelli non ha ancora una formazione tipo: Butić è l'unico fisso del tridente e il centrocampo cambia da una gara all'altra. Con Grgic fuori anche con la Scafatese e Darboe rientrato senza essere al meglio, lo spazio per scegliere esiste. La responsabilità di usarlo è dell'allenatore.
C'è poi una questione che ci portiamo al bar: se i più esperti sembrano schiacciati dalla pressione di una piazza che ha perso la pazienza, perché continuare a chiedere a loro di risolvere tutto? Una squadra che deve ritrovare sfrontatezza forse la trova prima in chi non ha ancora sulle spalle un playout perso e una stagione da dimenticare.
Fra sette giorni, lunedì 9 novembre alle 20:45, si gioca a Picerno, al Curcio. Per noi è l'occasione di vedere se la mediana cambia davvero o se continuiamo a ripetere la stessa partita aspettando un risultato diverso.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoBari




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.