«Non è sufficiente»: il Comitato mette per iscritto che la società non ha completato le carte e non ha spiegato perché
Nel comunicato dei garanti nominati dal sindaco c'è tutto: le integrazioni chieste e mai arrivate, nessuna spiegazione, nessuna risposta del presidente «anche in questa occasione». Il Comitato ha chiesto un incontro a Leccese.

«La società non ha inteso completarne la trasmissione, senza peraltro fornire spiegazioni al riguardo». È questa la frase che pesa di più nel comunicato con cui il Comitato di Garanzia e Trasparenza ha messo nero su bianco il suo stop. Non parla di un ritardo o di un disguido. Gli undici esperti hanno chiesto delle integrazioni e la SSC Bari ha deciso di non mandare il resto dei documenti. Il motivo non l'ha detto.
Lo stop l'abbiamo già raccontato, ma il testo completo spiega come ci si è arrivati. I garanti scrivono di aver «esaminato con attenzione la documentazione complessivamente trasmessa» e di aver dovuto «prendere atto che quanto la proprietà ha ritenuto di mettere a disposizione del Comitato non è sufficiente a consentirgli di svolgere compiutamente il mandato affidatogli, anche alla luce degli impegni a suo tempo assunti». L'ultimo inciso è scritto con misura, ma la sostanza è chiara: la proprietà aveva preso degli impegni e, per chi doveva verificarli, non li ha mantenuti.
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Poi c'è il secondo silenzio. Il Comitato dice di aver ritenuto «doveroso rappresentare questa nostra convinzione al Presidente della SSC Bari, senza ricevere alcuna risposta anche in questa occasione». Quell'«anche» dice che non era la prima volta. Da qui la richiesta di un incontro al sindaco, «per rappresentargli, con la necessaria chiarezza e nel rispetto dei ruoli di ciascuno, questa oggettiva impossibilità e le ragioni che ci hanno portato a tale determinazione».
Le date dicono quanto è durato tutto. Leccese ha nominato i garanti il 30 settembre. La prima tranche di documenti è arrivata il 22 ottobre e la riunione del 4 novembre si è chiusa con un rinvio. Poi lo stop. Il Comitato non ha alcun potere sulla trattativa e un acquirente oggi non c'è. Il suo compito era fare chiarezza, fino a provare a dare una stima di massima del valore del club. Si è fermato prima, per mancanza di carte.
La domanda che resta
Qualcuno dirà che la società non era obbligata a niente. Ma è proprio questo che rende il silenzio più difficile da spiegare. Il bilancio al 30 giugno, approvato il 4 settembre, ha riportato il patrimonio netto a +918mila euro, da −6,4 milioni. Se i conti sono quelli che la proprietà rivendica, perché non completare la documentazione chiesta da undici esperti scelti dal Comune? Non sappiamo cosa manchi in quelle carte. Sappiamo però che la proprietà ha preferito non spiegarlo, e a una piazza che vive la multiproprietà col Napoli come una ferita questo silenzio dice più di qualunque documento. Abodi ha annunciato lo stop alla multiproprietà dal 2028: è una data lontana per chi oggi chiede trasparenza.
Intanto la frattura si vede anche sugli spalti. Con il Crotone al San Nicola c'erano 2.435 spettatori, durante una protesta contro la proprietà. Con la Scafatese erano 2.023, e alla fine sono arrivati i fischi. La squadra è a −7 dal Potenza e non vince dal 10 ottobre.
Domani alle 20:45 al Curcio si gioca Picerno-Bari. Una risposta può arrivare dal campo. Dalla proprietà, per ora, non è arrivata nessuna.
Fonte: TuttoBari




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