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Grgic lento, Mendicino anonimo, Maggiore in calo: il centrocampo è il problema che Rastelli deve risolvere a Picerno

Darboe è rientrato, ma da solo non cambia una squadra senza ritmo. In regia e a mezzala i titolari stanno deludendo, e dietro di loro Prisco e Colangiuli spingono. Lunedì alle 20:45 al Curcio la scelta tocca all'allenatore.

Lukas Grgic
Lukas Grgic — Foto: Steindy (talk) 23:25, 19 May 2018 (UTC) · CC BY-SA 4.0

Quando Rastelli ha detto «Prima mezzora buona, poi si è spenta la luce», non ha detto dove si era spenta. Rivedendo le ultime partite, il guasto sta in mezzo al campo. Il Bari non dà ritmo, non mette intensità, non porta qualità nella manovra. È una squadra piatta, che non riesce mai a imporsi sull'avversario. Dopo l'1-1 con la Scafatese le partite senza vittoria sono quattro e il Potenza è a +7. Il reparto che dovrebbe dettare i tempi ha tre nomi da mettere sul tavolo: Grgic, Mendicino e Maggiore.

Il caso più pesante è Grgic. Il direttore generale Pierpaolo Marino lo ha voluto fortemente, e dopo i suoi trascorsi europei ci si aspettava personalità ed esperienza. Finora non si è visto niente di tutto questo. In regia è troppo lento e compassato, aggredisce poco e gioca sempre in modo scolastico. Fa ancora fatica a capire i ritmi del calcio italiano e a prendere per mano la squadra. Con la Scafatese non c'era per una contusione al nervo sciatico ed è in recupero. Il problema è che dietro di lui adesso c'è qualcuno: Prisco, classe 2008, più intenso, più dinamico e più dentro la manovra. Se Grgic rientra per Picerno, la domanda va fatta chiara: il posto gli spetta ancora solo perché è suo?

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Su Mendicino Marino era pronto a scommettere. Per ora la scommessa non paga. Da play o da mezzala il rendimento non cambia: prestazioni anonime, poca gamba e poca personalità. Fra Grgic e Mendicino sono due puntate del direttore generale, nello stesso reparto, che non stanno rendendo. Chi allena risponde delle scelte della domenica, ma chi ha costruito la rosa risponde di un centrocampo che dopo dodici giornate non regge la partita.

Poi c'è Maggiore, che ha segnato 4 gol in campionato ma sta attraversando un momento di flessione. E i gol non bastano a nasconderlo. Quando non gli riesce il solito inserimento in area, in mezzo al campo non riesce a imporsi. Fatica in entrambe le fasi, sbaglia troppo tecnicamente e nei momenti decisivi non si prende responsabilità. Il vice-capitano ci serve soprattutto in partite come quella di sabato, quando la Scafatese pareggia al 31' e si deve reagire. Mogoș lo ha detto senza giri di parole: «Stanno mancando lucidità e cattiveria». In mezzo al campo mancano entrambe.

Il rientro di Darboe aiuta, ma non risolve. Per caratteristiche in rosa non c'è nessuno come lui: è l'unico che sa alzare i giri del motore, strappare e far pesare il fisico. Però un solo giocatore così non basta a scuotere una squadra che si spegne dopo mezz'ora.

Tocca a Rastelli

Così sale la candidatura di Colangiuli come mezzala. Il ragazzo barese è in un buon momento di forma, e in mezzo al campo porterebbe ritmo, cambio di passo e qualità, cioè proprio quello che i titolari non stanno dando. Secondo noi il punto è semplice: se chi ha più esperienza non dà risposte, insistere su di loro non è prudenza, è aspettare che le cose si sistemino da sole. Una piazza che a ottobre ha visto una sola vittoria non può permetterselo.

Lunedì 9 novembre alle 20:45, allo stadio Comunale Donato Curcio, troveremo un Picerno che ha 18 punti con 6 vittorie e 6 sconfitte. È l'unica squadra del girone che non ha mai pareggiato, e da quando Di Deo ha preso il posto di De Luca ha vinto due partite su due. Contro una squadra così il pareggio non è nemmeno un'ipotesi, e il centrocampo visto contro la Scafatese non ci farà vincere. Cinque giorni dopo c'è il derby col Foggia. La formazione di Picerno sarà la prima risposta che Rastelli deve alla piazza, e la prima che conta davvero.

Il video ufficiale

Fonte: Telebari

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