Bari, tre gol di Maggiore e uno di Bianchi: l'attacco non decolla nonostante il primato
Difesa da record e primo posto, ma il reparto offensivo fatica a incidere: il centrocampista Maggiore è il capocannoniere di squadra, Gómez non segna da tre giornate e i due esterni offensivi restano ancora a secco.

Il Bari viaggia da solo in vetta al girone C con 16 punti in 7 giornate, ma il dato che comincia a far discutere è chi segna, e soprattutto chi non segna. Il miglior marcatore della squadra in campionato non è un attaccante: è Giulio Maggiore, arrivato a quota 3 reti, l'ultima delle quali proprio quella che ha deciso Bari-Cosenza sabato scorso. Fra i giocatori offensivi di ruolo, solo Karlo Butić si sta ritagliando continuità sotto porta: 2 gol in campionato e 1 in Coppa Italia, per un totale di 3 centri stagionali che ne fanno l'unico vero riferimento avanti.
Il nome che pesa di più, in negativo, è quello di Guido Gómez. Doveva essere il terminale offensivo principale della squadra di Rastelli, e invece problemi fisici lo hanno tenuto fuori nelle ultime tre giornate di campionato. Il dato che allarma di più è un altro: anche nelle gare in cui è stato schierato titolare, l'argentino ha faticato a incidere. Un contributo che finora non è arrivato, in un reparto che avrebbe bisogno proprio dei suoi gol per alleggerire il peso realizzativo dal centrocampo.
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Diverso il discorso per gli esterni offensivi: Della Morte e Tribuzzi non hanno ancora trovato la via del gol, ma stanno pesando comunque sulla manovra con due assist a testa. Uno di questi lo ha confezionato proprio Tribuzzi sabato, servendo a Maggiore il pallone del definitivo 1-0 sul Cosenza. Anche Flavio Bianchi ha lasciato il segno, il gol al Casarano al 64', ma in appena 130 minuti giocati finora: un campione troppo piccolo per dire se sia un'alternativa affidabile o un episodio isolato.
Il problema, letto nel suo insieme, non è la mancanza di episodi ma la difficoltà a costruirli con continuità. Una manovra offensiva che fatica a farsi veloce e imprevedibile lascia agli attaccanti meno palloni giocabili in area, ed è un limite che i risultati stanno mascherando ma non stanno risolvendo. In una piazza che chiede da settimane più qualità di gioco oltre ai tre punti, questo è esattamente il tipo di dato che alimenta il dibattito: si vince, ma non si convince fino in fondo, e il reparto che dovrebbe fare la differenza nei match più equilibrati resta un'incognita.
Il contrasto con la fase difensiva è netto: quattro gol subiti in sette giornate, tre dei quali arrivati nel solo tracollo di Barletta. È un dato che la squadra si porta dietro da inizio stagione e che rende ancora più evidente lo squilibrio fra i due reparti: dietro il Bari incassa pochissimo, davanti fatica a segnare con chi dovrebbe farne un mestiere.
Sciogliere questo nodo tocca a Rastelli, e il calendario non concede tregua: dopo il Cosenza piegato di misura, il mini-ciclo di quattro gare in un mese prosegue domenica 4 ottobre sul campo della Salernitana, all'Arechi. Contro una difesa di categoria superiore, il Bari avrà bisogno di più armi che il solo gol dei centrocampisti per continuare a fare punti.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoBari




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