Domenica 20 settembre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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4-2 a Picerno, 0-0 al Massimino: perché il Catania di trasferta non è quello di casa

Quattro giorni dividono i quattro gol lucani dallo 0-0 col Barletta: stesso allenatore, quasi la stessa squadra, un'identità che si dissolve appena si passa dai cancelli del Massimino.

Stadio Angelo Massimino 10- TerrenoDiGioco
Stadio Angelo Massimino 10- TerrenoDiGioco — Foto: Supergaefs · CC BY-SA 4.0

Il 15 settembre il Catania segna quattro gol a Picerno, ne prende due e vince con ritmo e verticalità. Quattro giorni dopo, al Massimino, contro un Barletta che aveva chiuso la classifica appaiato a 6 punti, la stessa rosa si ferma sullo 0-0: 14 tiri tentati, appena 2 nello specchio, un punto che in classifica muove poco e in curva ha lasciato l'amaro.

A Picerno il Catania ha colpito tre volte in tre minuti, con Bruzzaniti che ha firmato il secondo centro al 33' ed è stato votato migliore in campo dal sondaggio dei tifosi, davanti a Quaini e Di Gennaro. Contro il Barletta la stessa fluidità è sparita: Longo ha tolto Russo, unica punta, già al 41' per inserire Coda, poi ha cambiato altri quattro uomini nella ripresa (Insigne, Caligara, Donnarumma, Liguori) senza spostare il tabellino. Il possesso è stato ampiamente rossazzurro, 58% contro 42%, ma si è tradotto in poco: nel finale il Barletta ha addirittura sfiorato il colpo, con un gol annullato a Castro all'89'.

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Il dato di squadra racconta la stessa storia da un'altra angolazione: in campionato, tra le mura del Massimino, il bilancio è di una vittoria, un pareggio e due sconfitte in quattro gare, con l'unico successo arrivato contro il Cosenza (4-0). Fuori casa, nelle due uscite di campionato, il Catania ha invece perso a Monopoli e vinto a Picerno: numeri ancora troppo pochi per parlare di un pattern definitivo, ma sufficienti per far notare che la squadra più brillante vista finora non è quella che gioca davanti al proprio pubblico.

Nel dopogara Longo ha detto che «questa squadra con il sacrificio e con l'abnegazione di questa sera non avrebbe perso né la partita con la Scafatese né la partita con l'Inter»: un modo per rivendicare la fase difensiva, ma anche l'ammissione implicita di un problema che resta. Perché lo spirito di cui parla il tecnico, quello che a Picerno si è tradotto in quattro gol, al Massimino è rimasto sterile: zero reti, zero episodi che abbiano davvero messo in difficoltà un Barletta arrivato in Sicilia da neopromossa.

Ieri il triplice fischio è stato accompagnato dai fischi del pubblico, un segnale che la piazza non fa sconti a prescindere dal nome scritto sul tabellone. Il monte ingaggi più alto del girone non è un argomento da tirare in ballo a ogni pareggio, ma la domanda resta legittima: perché una squadra capace di imporre il proprio gioco lontano da Catania si blocca quando gioca in casa?

Il campionato non aspetta risposte, offre solo la prossima trasferta: domenica 27 settembre, ore 12:30, il Catania torna in campo lontano dal Massimino, sul campo della Casertana terza in classifica con 12 punti. Se il canovaccio di Picerno è quello giusto, è lì che i rossazzurri dovranno ritrovarlo — non tra le proprie mura, dove finora l'hanno smarrito due volte su quattro.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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