Giovedì 29 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
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Sorrentino crede nel primo posto: «Nulla è precluso». E su Coda, che ha 37 anni: «Certi giocatori sono come il vino»

L'ex portiere rossazzurro vede un Catania attrezzato per la promozione diretta e spende parole forti per Pelligra. Lo seguiamo su Coda e sull'umiltà. Sul resto, siamo a meno sette dal Potenza e la prudenza è d'obbligo.

Lo stadio Angelo Massimino di Catania
Lo stadio Angelo Massimino — Foto: Supergaefs · CC BY-SA 4.0

Roberto Sorrentino ne è convinto: il Catania può arrivare davanti a tutti. «Stavolta sono più che convinto che il Catania possa arrivare prima degli altri», dice l'ex portiere rossazzurro dopo il 6-0 al Giugliano. Lui il pallone lo conosce da tutte e due le parti, e lo ricorda: «Io ho vinto dei campionati, sia da calciatore che da allenatore, so bene che la pressione è una brutta storia». Secondo lui la squadra di Emilio Longo è «attrezzata per vincere finalmente questo "benedetto" campionato» e tornare nelle categorie dove «meriterebbe di stare già da parecchio tempo».

Non ci promette niente, però. Mette delle condizioni: «Il Catania deve continuare a giocare con la semplicità, l'entusiasmo e l'umiltà che ha dimostrato nelle ultime domeniche. Se mantiene queste componenti, poi con l'aiuto del pubblico catanese, nulla è precluso». E aggiunge una frase che a Catania ci si dimentica in fretta: «sicuramente le difficoltà arrivano in un campionato di calcio. Però l'importante è saper reagire».

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La parte più vera dell'intervista riguarda Massimo Coda. Il numero 9 è arrivato il 5 settembre e ha 37 anni. Ha segnato ad Altamura e ha fatto doppietta al Giugliano, con un gol di testa al 28' sul cross di Cicerelli e un altro al 34'. Sorrentino la mette così: «Certi giocatori sono come il vino, più invecchiano e più diventano buoni». Subito dopo, però, dice la cosa che conta: «giocatori importanti come lui vanno saputi gestire». Domenica Longo lo ha fatto. Al 64' è uscito Coda ed è entrato Caturano, che sette minuti dopo ha segnato il 5-0 su rigore. La strada è questa: un centravanti di quell'età non regge tutte le partite da solo, e avere dietro di lui qualcuno che segna è il vero capitale di questa rosa.

La classifica dice ancora poco

Detto questo, per noi l'ottimismo di Sorrentino va più in là dei numeri. Siamo quarti con 19 punti dopo 11 giornate: meno sette dal Potenza, meno due dal Bari, meno uno dal Sorrento. Lui non vede «stravolgimenti» e pensa che chi sta in alto ci resterà fino alla fine. Può darsi. Ma il 17 ottobre a Potenza abbiamo perso 2-1 contro la capolista, e la stagione era cominciata con due sconfitte, con l'Inter U23 e a Monopoli. Lo stesso Longo, dopo il 6-0, ha detto che la felicità da cercare è quella di aprile. A fine ottobre preferiamo dargli ragione: questa squadra si è messa in corsa, ma non ha ancora dimostrato di poterla vincere.

Poi c'è il passaggio sulla società, ed è quello che farà discutere di più. Sorrentino chiama «la ciliegina sulla torta» il ritorno a Torre del Grifo, dove la squadra si allena di nuovo dal 6 ottobre. Ricorda anche il marchio storico, che il club si è aggiudicato all'asta il 22 ottobre per 250mila euro. Poi chiude: «bisogna dire "chapeau" al presidente e un grosso grazie. Accettiamo questi piccoli errori». È la sua opinione e la riportiamo per quello che è. Ha ragione quando dice di non dimenticare «il Catania 5-6 anni fa in che situazione si trovava»: quella ferita è ancora aperta. Ma riconoscere quello che si è fatto non vuol dire smettere di chiedere. Chi in questi giorni segnala le dirette senza audio non sta facendo un processo. Sta chiedendo un club all'altezza della squadra che va in campo.

Il primo banco di prova arriva sabato alle 14:30, al Monterisi di Cerignola. Lì il Catania non ha mai vinto e non ha mai segnato, e questa volta i nostri tifosi non potranno esserci. Vedremo se la squadra ha davvero la semplicità e l'umiltà che le chiede Sorrentino.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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