Nove punti in cinque trasferte: a Cerignola il Catania si gioca il primato esterno del girone
Con una vittoria sabato alle 14:30 al Monterisi i rossazzurri avrebbero il miglior rendimento lontano da casa del Girone C. È la prima trasferta dopo il 2-1 di Potenza, e il campo è quello dove non abbiamo mai segnato.

Nove punti in cinque partite lontano dal Massimino. Se sabato a Cerignola arriva la vittoria, diventano dodici in sei, e nessuno nel Girone C avrebbe fatto meglio in trasferta. Una squadra che in casa ha appena rifilato sei gol al Giugliano ha davanti un traguardo che si gioca fuori casa, ed è quello che pesa di più per chi vuole la promozione diretta.
Il percorso esterno è stato tutt'altro che lineare. Si è partiti dallo 0-2 di Monopoli del 29 agosto, la seconda sconfitta in due giornate. Poi la squadra di Emilio Longo ha vinto fuori tre volte, intervallando le trasferte con le gare al Massimino: 2-4 a Picerno, 1-2 a Casertana, 0-3 ad Altamura. Infine il 17 ottobre lo stop di Potenza. Il bilancio dice dieci gol fatti e sette subiti, tre vittorie e due sconfitte, nessun pareggio. Lontano da casa questo Catania vince o perde, e non si è ancora fermato a metà strada.
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Potenza, la ferita da chiudere
Sul 2-1 del Viviani c'è un punto su cui non siamo d'accordo con il tecnico. Longo ha detto a Telecolor che «non abbiamo sbagliato nemmeno la partita di Potenza». Eppure Ghisolfi ci ha punito al 3', Castorani ha raddoppiato su rigore al 66' e il gol di Allegretto è arrivato al 90', quando non serviva più. Il 56% di possesso non ha cambiato la partita. Contro la capolista, che oggi ci sta sette punti davanti, abbiamo pagato una partenza sbagliata e una reazione arrivata tardi. Lo stesso Longo dice che la squadra è ripartita dagli ultimi venti minuti di quella gara. Per noi è il segno che i settanta minuti prima non bastavano.
Cerignola è il posto giusto per capire se la lezione è servita. L'Audace ha 17 punti, 11 dei quali conquistati al Monterisi. Il Catania lì non ha mai vinto e non ha mai segnato. E sabato giocherà senza la propria gente, perché il club pugliese ha chiuso il settore ospiti.
C'è poi un dettaglio del 6-0 che ci portiamo dietro. Dopo il gol di Cavuoti all'8', Longo ha visto per circa un quarto d'ora «una certa paura nel legittimare il risultato», e solo il secondo gol, quello di Coda al 28', «ci ha liberato mentalmente». Al Massimino, contro una squadra quindicesima con 10 punti, quella pausa non è costata nulla. Su un campo dove l'avversario ha costruito quasi due terzi della sua classifica, un quarto d'ora di paura può valere la partita.
Questa è la domanda che ci facciamo. Il Catania che domina il pallone, primo nel girone con il 54,3% di possesso, sa anche gestire novanta minuti fuori casa in cui il pallino non è suo? Ad Altamura sì, con la porta inviolata. A Potenza no. Il primato esterno sarebbe un dato bello da guardare, ma conta di più il segnale che porterebbe con sé: una squadra capace di vincere dove fa più fatica.
La classifica dice quarti a 19 punti, uno sotto il Sorrento, due sotto il Bari che nella stessa giornata ospita la Scafatese, sette dietro il Potenza. Sabato alle 14:30, al Monterisi, il Catania può prendersi il primato in trasferta e rompere il tabù di Cerignola nello stesso pomeriggio.
Fonte: TuttoCalcioCatania




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