Allegri pensa al 3-4-2-1: il modulo di De Laurentiis potrebbe cambiare nella sosta
Finora il tecnico ha assecondato la linea del presidente sul 4-3-3, ma la pausa per le nazionali potrebbe diventare l'occasione per passare a un sistema più vicino alle sue idee.

Il 4-3-3 con cui il Napoli è sceso in campo in queste cinque giornate non sarebbe la scelta di Allegri. Secondo quanto riferito da Repubblica, il tecnico avrebbe finora assecondato la volontà di Aurelio De Laurentiis e della squadra di puntare su quel modulo, individuato come base del nuovo corso azzurro dopo l'addio di Antonio Conte. Ma durante la sosta per le nazionali starebbe valutando il passaggio al 3-4-2-1, un sistema più congeniale alle sue caratteristiche e alle sue idee di gioco.
Il momento in cui arriva questa indiscrezione non è casuale. Il Napoli è nono con 7 punti dopo cinque giornate, reduce dall'1-1 di Firenze che ha lasciato tracce pesanti fuori dal campo — dagli sfoghi di Allegri negli spogliatoi del Franchi alle tensioni con lo spogliatoio raccontate nei giorni successivi. De Laurentiis ha escluso il 17 settembre qualsiasi cambio di panchina, dicendosi convinto del progetto tecnico e in attesa di una svolta a ottobre. Il possibile cambio di modulo si inserisce in questa attesa: non una rivoluzione forzata dall'esterno, ma un aggiustamento che il tecnico avrebbe la possibilità di introdurre proprio nelle due settimane senza campionato.
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Il dato che pesa di più è quello che riguarda l'origine del 4-3-3: se davvero Allegri lo ha adottato per assecondare la società più che per convinzione propria, la domanda che si può porre è quanto quella scelta iniziale abbia già condizionato l'approccio prudente che gran parte della piazza gli rimprovera da settimane. Chi allena risponde delle scelte in campo, ma un modulo indossato più per opportunità che per identità aiuta a spiegare perché il Napoli di queste cinque giornate sia sembrato spesso una squadra senza una faccia precisa.
Sul piano degli interpreti, un 3-4-2-1 ridisegnerebbe più di un equilibrio. Lucca, ancora a caccia di un'idea che lo valorizzi, potrebbe trovare più spazio per il gioco aereo che resta la sua specialità, mentre Højlund — finora più visto a centrocampo che dentro l'area avversaria — cambierebbe riferimenti. Dietro, il reparto a tre linee coinvolgerebbe uomini come Rrahmani, Buongiorno e Marín, con Di Lorenzo e Olivera spostati su corsie più larghe. Restano però le incognite fisiche: Anguissa ha una lesione miofasciale di basso grado all'adduttore destro e il suo recupero per il 10 ottobre è in dubbio, mentre Beukema e Giovane sono ancora a zero minuti in campionato e non hanno ancora dato ad Allegri elementi su cui costruire un nuovo assetto.
McTominay è rientrato a Castel Volturno il 21 settembre dopo l'operazione al cuore subita a Manchester, un rientro che restituisce al tecnico un centrocampista in più da valutare per qualunque modulo scelga. Meret resta invece in fase di recupero, con l'obiettivo dichiarato di essere pronto per Napoli-Frosinone.
La sosta offre ad Allegri un laboratorio con tempi larghi ma senza partite vere: la prima verifica arriverà sabato 26 settembre nell'amichevole di Avellino, un test che dirà poco a livello di risultato ma potrebbe già portare le prime tracce del nuovo assetto. Il banco di prova che conta resta però un altro: Napoli-Frosinone, il 10 ottobre al Maradona, quando il campionato tornerà a fare sul serio e la squadra dovrà dimostrare, con qualunque modulo, di avere ritrovato un'identità.
Fonte: Tutto Napoli


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