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Juventus-Napoli, un punto non serve a nessuno: 14 a testa e un settimo posto da sbloccare

Stasera alle 20:45 all'Allianz Stadium la classifica dice 14 punti per entrambe: chi vince si lascia dietro l'altra, chi pareggia resta dov'è. In panchina per noi c'è Landucci, con Allegri in tribuna per squalifica.

Allegri
Allegri — Foto: ilnapolista.it

Quattordici punti la Juventus, quattordici il Napoli. Una partita così non ha bisogno di retorica: stasera alle 20:45 all'Allianz Stadium chi vince scavalca l'altra, chi pareggia resta esattamente dov'è. Noi siamo settimi, i bianconeri ottavi, e la vetta è lontana: Lazio e Inter stanno a 25, undici punti sopra di noi, la Roma a 24, il Como a 23.

Per questo il pareggio, stasera, è un risultato da evitare per entrambe. Per la Juventus di Spalletti, che arriva dal 2-0 di Genova e da giorni di ritiro alla Continassa, un punto non basterebbe a cambiare il clima attorno alla panchina. Per noi vorrebbe dire restare settimi a guardare altri che corrono, in una stagione in cui l'obiettivo dichiarato di Allegri è il quarto posto, e il quarto posto oggi è il Como a 23.

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Qui sta il paradosso che a Torino non sfugge a nessuno: a dover vincere per forza è proprio Allegri, l'uomo del corto muso, che stasera dalla tribuna non potrà nemmeno toccare la partita. Lo ha detto lui alla vigilia, con un complimento al collega che suona anche come avvertimento: «Danno la Juve per morta, ma io non ci credo. In momenti di difficoltà le squadre si compattano e Spalletti è bravissimo: sa bene che cosa fare». Parole di chi sa che l'avversario ferito è il più scomodo.

Il Napoli ci arriva con tre risultati utili di fila: il 4-3 al Bodo Glimt, il 3-3 con la Roma, l'1-4 di Monza con i gol di Højlund, Varela, Politano, Marín e De Bruyne. Tre partite piene di gol, e qui la piazza si divide: c'è chi vede un Napoli finalmente più coraggioso, chi guarda i sette gol subiti nelle ultime tre e si tiene stretto il dubbio. Lo stesso Allegri ha ammesso che «in alcuni momenti della partita ci manca la fase difensiva», e il capitano Di Lorenzo ha detto che «in fase difensiva abbiamo subito un po' di gol».

La difesa è il punto dolente di serata. Mancano Buongiorno, Badiashile, Spinazzola e Favasuli, e Rrahmani, fermato dall'influenza e ancora dolorante allo sterno dopo Monza, è stato convocato ma non è certo del recupero: con lui il Napoli concede circa 0,7 gol a partita, senza circa 1,7. Se non ce la fa, tocca a Marianucci accanto a Marín, e Marianucci in stagione non è ancora partito titolare. In mezzo, senza Lobotka, certi sono Meret in porta e De Bruyne dal primo minuto.

Per Landucci, che siede in panchina al posto dello squalificato, è una serata che pesa: gli tocca guidare i suoi in una sfida da cui può uscire una classifica diversa. Non è un'accusa, ma una domanda che al bar ci faremo comunque a fine gara: quanto vale una squadra che vince quando segna quattro gol e fatica quando ne deve evitare uno?

Poi il calendario non dà tregua: mercoledì alle 21 Porto-Napoli all'Estádio do Dragão in Champions, dove siamo 22° con 3 punti, e domenica 8 novembre alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio, con Allegri di nuovo in panchina. Stasera, però, serve solo vincere.

Fonte: Il Napolista

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