Cunha e il salto in curva dopo il 3-2: «Per un attimo ho temuto di finire tra i tifosi della Roma»
L'attaccante dello United racconta l'esultanza dopo il gol dell'86': sapeva che il settore ospiti era «da qualche parte in quell'angolo». Fra quei romanisti c'erano gli oltre 3.000 arrivati a Old Trafford.

«Sognavo da anni un'esultanza del genere. È stata un po' rischiosa, però. Sapevo che il settore ospiti era da qualche parte in quell'angolo, quindi per un attimo ho temuto di saltare dritto tra i tifosi della Roma. Per fortuna, sono stato accolto a braccia aperte». Nel dopo partita Cunha ha raccontato così il suo 3-2 di martedì sera. Dopo aver segnato si è buttato oltre i cartelloni, in mezzo ai tifosi del Manchester United, e per qualche secondo non sapeva da quale parte sarebbe atterrato.
Per noi il racconto pesa più di quanto lui immagini. Fra l'83' e l'86' Cunha ha chiuso la rimonta da solo. Il primo gol, su assist di Fernandes, è nato da un errore di Balerdi. Il secondo, su assist di Lacey, l'ha segnato con un gran tiro sul primo palo. Erano passati tre minuti. La Roma era avanti 2-0 dopo 17 minuti, con Soulé all'11' e Malen su rigore al 17', e aveva colpito un legno al 45' con Soulé. Ha finito per guardare l'avversario festeggiare sotto la curva sbagliata.
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La notte che Cunha ricorda come un sogno
Lo stesso Cunha è al centro dell'episodio che ha riaperto la partita. Al 55' è caduto in area dopo un contatto con Mancini: noi quel rigore lo contestiamo, ma il VAR lo ha confermato. Il primo tiro è stato parato, il rigore è stato fatto ripetere e Fernandes ha segnato al 58'. Sul 2-2, all'85', Maguire non ha ricevuto il secondo giallo. In quella stessa partita Cunha è stato anche espulso. Gli episodi però non spiegano tutto. Lo ha detto Cristante: «Ci siamo abbassati un po' troppo». Ha aggiunto che le rimonte stanno «diventando un po' troppo frequente». Contro il Real Madrid era andata allo stesso modo: avanti di due gol, e sconfitta.
Nel settore ospiti c'erano oltre 3.000 romanisti. Il ritrovo era stato a Shambles Square, e la serata è finita con quattro arresti fra prima e dopo la partita e un tifoso colto da malore. Chi c'era ha raccontato un ingresso in comune con i tifosi di casa e lo ha riassunto in una frase: «Ci hanno trattato da cani». Il gesto di Cunha non c'entra niente con tutto questo, ed è giusto dirlo. Ma leggere della sua paura di cadere fra loro, mentre loro avevano appena visto sparire un 2-0, fa un effetto preciso.
La domanda che ci portiamo dietro non riguarda Cunha. Lui ha fatto quello che un attaccante sogna. Riguarda noi, e il motivo per cui una squadra che a metà primo tempo controllava Old Trafford finisce per regalare a un avversario l'esultanza della vita. Dopo il 7-1 del 2007 e il 6-2 del 2021, quello stadio aggiunge alla lista un 3-2 che fa male in modo diverso, perché quella partita l'avevamo in mano.
Adesso in Champions League la Roma ha 4 punti dopo 4 partite. Gasperini ha fissato la soglia per qualificarsi a «dieci punti, forse undici», e la prossima è PSG-Roma il 25 novembre al Parc des Princes. Prima c'è il campionato: sabato alle 20:45 all'Olimpico arriva il Sassuolo. Lì non serve un'altra partita giocata bene per un'ora. Serve una partita chiusa.
Fonte: ForzaRoma




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