Bari, baricentro basso e corsie in affanno: a decidere sono ancora i singoli
A Picerno il 2-1 sul Sorrento porta il terzo posto e il quinto risultato utile di fila, ma la manovra biancorossa fatica a scorrere: decisivi ancora Butić e Darboe, mentre l'organizzazione di squadra resta il nodo da sciogliere prima del Cosenza.

Il Bari è terzo con 13 punti dopo sei giornate, agganciato dal Potenza e a due lunghezze dal Sorrento capolista, con la Casertana quarta a quota 12. Il 2-1 di Picerno ha allungato a cinque la striscia di risultati utili consecutivi, ma il tabellino — aperto da Mantovani al 28', pareggiato da Starita al 49' e risolto da Butić all'85' — racconta una squadra che vince senza ancora funzionare come dovrebbe.
La manovra biancorossa fatica a scorrere con fluidità, il baricentro tende ad abbassarsi e l'intensità non resta costante lungo i novanta minuti. Le corsie laterali restano il punto debole: l'organizzazione del gioco su quella fascia mostra ancora lacune evidenti, nonostante la classifica sorrida. A Picerno erano Della Morte e Bianchi a presidiare l'attacco esterno, con Elia sulla destra ed Mané adattato a sinistra: proprio lì la squadra produce meno di quanto la qualità della rosa lascerebbe intuire.
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A coprire le crepe ci pensano i singoli. Butić ha risolto la gara con un gol pesante, di tacco, mentre Darboe conferma partita dopo partita di avere qualità superiori alla categoria quando il fisico regge. Cerofolini resta una certezza tra i pali, Mantovani veste sempre più i panni del leader.
C'è anche un nome che manca all'appello: Gómez, ancora a secco in campionato, deve smaltire qualche fastidio fisico prima di tornare decisivo davanti. Finché non ci riesce, il peso dell'attacco resta quasi interamente sulle spalle di Butić.
È il punto che ci lascia più perplessi guardando alle prossime settimane: una squadra che copre le lacune di manovra con la qualità dei singoli regge contro chi si presenta con lo status di imbattuta, ma rischia di più contro avversari fisici e ordinati. Chi insegue la promozione diretta, non i playoff, non può ripartire ogni volta dal talento individuale: sciogliere il nodo delle corsie laterali è compito di chi allena.
Il banco di prova arriva già sabato 26 settembre, ore 17:30, al San Nicola contro il Cosenza, fermo a zero vittorie dopo sei giornate: la controprova giusta per capire se il Bari sa vincere anche costruendo, non solo grazie ai suoi singoli migliori.
Fonte: Borderline24.com



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