Rastelli, Butić, Esposito, Marino: le cinque domande che il Bari si porta a Picerno
Un allenatore che si ferma alla diagnosi, un attacco appeso a un solo uomo, un classe 2008 tenuto in disparte, una dirigenza a cui si chiede che cosa farà a gennaio e una squadra che si scioglie alla prima difficoltà. Lunedì alle 20:45 al Curcio qualcuna di queste domande deve cominciare ad avere una risposta.

Sono passati cinque giorni dai fischi del San Nicola e ne mancano quattro al Curcio. Il Bari ha più domande che risposte. Non sono i dubbi di un singolo tifoso: sono gli stessi che girano da sabato fra i 2.023 dell'1-1 con la Scafatese e fra chi allo stadio ha smesso di andare. Le mettiamo in fila una per una, perché lunedì alle 20:45 a Picerno il campo dovrà cominciare a rispondere.
La prima riguarda chi parla a nome della squadra. A Rastelli si rimprovera di vedere buone prestazioni e miglioramenti anche dopo partite opache. Dopo la Scafatese ha detto: «Prima mezzora buona, poi si è spenta la luce». La fotografia è esatta, ma si ferma alla diagnosi: chi l'ha spenta, quella luce, e perché? Mogoș ha detto di più con una frase sola: «Stanno mancando lucidità e cattiveria». Quando un difensore è più duro del suo allenatore, ci si chiede chi stia facendo capire al gruppo quanto è grave la situazione. A fine gara i capi-ultras sono andati a parlare proprio con Rastelli e Minadeo. L'autocritica, la piazza è andata a chiederla di persona.
La seconda è tattica. Questo Bari sembra non saper costruire niente che non passi da Butić. Nel 4-3-3 senza una formazione tipo è l'unico fisso del tridente, con 4 gol in campionato e 5 contando la Coppa. Maggiore ne ha 4, Gómez 2 dopo un mese di stop. Dagli esterni offensivi è arrivato un solo gol, quello di Bianchi. Se per spegnere la manovra basta raddoppiare sul croato, gli avversari se ne sono accorti prima di noi.
La terza ha un nome e un numero: Esposito, il 77, classe 2008. Molti trovano che venga usato col contagocce, e in una squadra che fatica così tanto negli ultimi trenta metri è una scelta che Rastelli deve spiegare. In campionato è ancora a zero gol, ed è giusto dirlo. Però la sfrontatezza e l'imprevedibilità che gli vengono riconosciute sono proprio quello che con la Scafatese non si è visto. La squalifica di un turno l'ha già scontata in Coppa. Se lunedì resterà in panchina, sarà una scelta tecnica e non un obbligo.
Le domande che salgono di piano
La quarta riguarda la società. In estate sono arrivati 13 giocatori per tornare subito in B. Dopo dodici giornate il Potenza è a +7, e in Serie C il Bari non era mai stato così lontano dalla vetta a questo punto del campionato. La rosa rifatta mostra delle crepe: 10 infortuni nelle prime 10 giornate e, senza Mantovani, al centro della difesa restano soltanto Elia e Cocetta. Ne risponde chi l'ha costruita. Il direttore generale Pierpaolo Marino è rientrato il 28 ottobre dopo una malattia e da un po' non si vede. La piazza gli chiede una cosa sola: che cosa intende fare a gennaio. Il mercato riapre sabato 2 gennaio e fino ad allora si possono tesserare solo svincolati. Sopra tutto questo c'è la contestazione ai De Laurentiis, che nessuna risposta tecnica riuscirà a spegnere.
La quinta è la più scomoda, perché non dipende dalla lavagna. Questa squadra tende a sciogliersi alla prima difficoltà. Con la Scafatese, neopromossa, il vantaggio di Gómez al 9' è durato ventidue minuti, fino al pari di Emmausso al 31'. Dopo non è successo più niente di decisivo. Una maglia come la nostra non può permettersi cali di tensione che si ripetono, e la domanda vera è se questo gruppo abbia il carattere per reagire prima che la stagione prenda una piega irrecuperabile.
Lunedì al Curcio, sul sintetico, si gioca contro un Picerno che ha 18 punti e in dodici giornate non ha mai pareggiato. Con Di Deo in panchina ha vinto 2 gare su 2.
Lì non si torna a casa con un punto: si vince o si perde.
Sabato 14 c'è il Foggia al San Nicola. Le cinque domande ce le porteremo anche al derby, a meno che Picerno non cominci a rispondere.
Fonte: TuttoBari




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