Il Potenza va a +10 e il Catania ci raggiunge a 22: il Bari va a Picerno con otto squadre racchiuse in due punti
La capolista rimonta e vince 3-1 sul campo del Savoia, il Catania batte il Sorrento e si mette al nostro fianco al secondo posto. Domani alle 20:45 al Curcio il Bari gioca per ultimo e sa già che cosa c'è in palio.

Dieci punti. È la distanza che separa il Bari dal Potenza dopo la domenica della 13ª giornata. La capolista è andata sotto sul campo del Savoia e ha ribaltato la partita con Bruschi, Matheu e Russo: 3-1 e 32 punti. Il Bari è fermo a 22 e deve ancora giocare. Il Catania ha battuto il Sorrento e ci ha raggiunti al secondo posto. Il Monopoli ha pareggiato 0-0 con il Cosenza e sale a 20.
Il -7 da cui partivamo era già un primato negativo: in Serie C il Bari non era mai stato così lontano dalla vetta dopo dodici giornate. Adesso, senza aver giocato, siamo a -10. Sabato Massimo Rastelli ha detto in conferenza che «il Bari vincerà il campionato attraverso un percorso tortuoso». Ventiquattro ore dopo il percorso è diventato più lungo di tre punti, e la colpa non è del Potenza, che fa il suo mestiere. Il Potenza vince anche quando va sotto. Noi non vinciamo dal 10 ottobre, quando battemmo 2-0 il Giugliano.
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Una classifica schiacciata dietro di noi
Il problema non è soltanto davanti. Dietro al Bari e al Catania, appaiati a 22, c'è la Scafatese a 21, quella che ci ha fermati sull'1-1 al San Nicola e sabato ne ha fatti quattro al Cerignola. Poi ci sono cinque squadre a 20: Cerignola, Sorrento, Inter U23, Casertana e Monopoli. Otto squadre in due punti. Il secondo posto, che oggi è l'unico obiettivo concreto, non è un vantaggio da gestire ma una casella che un passo falso può far perdere. E non è un traguardo: la piazza vuole la promozione diretta, e la promozione diretta oggi ha il volto del Potenza.
Domani, quando si comincerà al Curcio, la classifica sarà già quasi tutta scritta. Il Picerno ha 18 punti e con una vittoria salirebbe a 21, a un passo da noi. Facciamo i conti. Vincendo il Bari tornerebbe secondo da solo, a 25, a -7 dal Potenza: lo stesso distacco di una settimana fa, con una giornata in meno da giocare. Pareggiando salirebbe a 23, a -9, e sarebbe il quarto pareggio di fila. Perdendo resterebbe a 22, a -10, in coabitazione con il Catania e con il Picerno a un punto.
Il Picerno è l'unica squadra del girone che non ha mai pareggiato: sei vittorie e sei sconfitte. Di Deo, il vice promosso dopo l'esonero di De Luca, ha vinto entrambe le gare in panchina, compreso il 3-0 alla Salernitana. Il Bari ci arriva senza Mantovani e Grgic, che non sono al meglio, e con un attacco che ha segnato 15 gol in dodici giornate, contro i 13 della sola coppia Pugliese-Abreu. Al Curcio abbiamo già vinto in questa stagione, il 19 settembre con il Sorrento. Ma era un altro Bari, e un'altra classifica.
La domanda che ci portiamo dietro da giorni ora ha anche un numero. Se una squadra costruita per vincere il campionato è a -10 a novembre, chi ne risponde? L'allenatore che ha promesso il titolo, o chi ha messo insieme una rosa che, secondo le parole dello stesso Perinetti, non ha «spessore»? La risposta non arriverà domani sera, ma domani sera si capirà se la domanda diventerà più pesante.
Dopo Picerno arrivano il Foggia al San Nicola sabato 14 alle 17:30 e poi il Catania al Massimino il 22. Lo scontro diretto per il secondo posto è già in calendario. Prima bisogna arrivarci vincendo una partita: è quello che il Bari non fa da quasi un mese.
Il video ufficiale
Fonte: PianetaBari




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