Catania-Sorrento, l'ultima volta al Massimino finì 4-0: era il 22 dicembre 2024, in panchina c'era Toscano
Quasi due anni fa i rossazzurri chiusero il loro anno battendo i campani 4-0 in casa. Domani alle 14:30 il Sorrento torna all'Angelo Massimino, e noi arriviamo dall'1-0 di Cerignola.

Il 22 dicembre 2024 il Catania di Domenico Toscano batté il Sorrento 4-0 all'Angelo Massimino. È l'ultima volta che abbiamo battuto i campani in casa, e quella partita fece passare ai tifosi un Natale tranquillo. Domani alle 14:30 il Sorrento torna da noi, ma ritrovare quel clima sembra difficile.
Quella sera si giocò una partita dai due volti e il risultato fu netto. Di quel Catania oggi resta poco: in panchina c'è Emilio Longo, la rosa è cambiata quasi tutta e anche l'ambiente è un altro. Il ricordo serve a misurare la distanza tra la squadra che chiudeva l'anno con quattro gol a una rivale campana e quella che sabato scorso, al Monterisi, ha perso 1-0 contro il Cerignola.
Da Cerignola al Sorrento, una settimana per cambiare faccia
Il gol di Boccadamo è arrivato al 56' da una rimessa laterale ritardata da Allegretto, e da sette giorni la piazza ne discute. Il Cerignola ha avuto il 66% del possesso. Longo si è preso tutta la responsabilità: «La colpa è solo mia». Così abbiamo perso la seconda trasferta di fila contro una squadra di testa, la quinta sconfitta in dodici giornate. Siamo a 19 punti, dieci in meno del Potenza capolista, e il Sorrento ce ne ha uno in più.
Domani quindi non si gioca per un anniversario. Se vinciamo superiamo una diretta concorrente. Se non vinciamo, dopo Cerignola arriva un secondo passo falso consecutivo contro una squadra del nostro gruppo. Il Sorrento di oggi non è più quello delle sei vittorie di fila a inizio stagione: il 31 ottobre ha perso 1-2 in casa con l'Altamura. Al Massimino arriverà con sei assenti, due squalificati e quattro infortunati, tra cui Cargnelutti, che gioca lì in prestito da noi. In panchina non ci sarà Vincenzo Maiuri ma Cosimo Zangla.
Proprio per questo il ricordo del 4-0 rischia di essere una trappola. Un avversario rimaneggiato, che gioca in trasferta e ha l'allenatore in tribuna, va affrontato con la stessa ferocia che è mancata al Monterisi. Lì abbiamo tirato tredici volte senza segnare e abbiamo preso gol per una disattenzione da categoria inferiore. Al bar la domanda che ci facciamo è semplice: questa squadra sa vincere le partite che deve vincere, o le vince solo quando l'avversario la lascia giocare?
Longo deve fare a meno di Cabianca, Russo e Torrasi, e il lato destro della difesa va ridisegnato. Domenica prossima, il 15 novembre, si va a Salerno. Il Natale sereno del 2024 non torna, ma dopo una settimana come questa almeno una domenica tranquilla al Massimino ce la meritiamo.
Fonte: TuttoCalcioCatania




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.