Cicerelli deve trascinare il Catania: il Sorrento arriva al Massimino con sei assenti e senza Maiuri in panchina
Dopo l'1-0 di Cerignola si chiede al numero 10 di scuotere un gruppo che, una volta sotto, non ha reagito. Domenica alle 14:30 i campani si presentano con due squalificati, quattro infortunati, Cargnelutti compreso, e Cosimo Zangla al posto dell'allenatore.

Al Monterisi il problema non è stato soltanto il gol di Boccadamo al 56'. Il guaio è ciò che è venuto dopo. Una volta sotto, il Catania non ha cambiato passo e ha continuato a subire l'iniziativa del Cerignola fino alla fine. Domenica alle 14:30 al Massimino arriva il Sorrento, e la prima richiesta è rivolta a Cicerelli, il nostro numero 10. Non gli si chiede una giocata da copertina: deve scuotere uno spogliatoio che in Puglia non ha dato la reazione che tutti aspettavano.
Il talento non è in discussione. Contro il Giugliano Cicerelli ha segnato un gol e servito un assist, a Potenza gliene hanno annullato uno al 37'. La scorsa stagione lo si è aspettato per sei mesi, oggi è a disposizione a pieno regime e Longo gli chiede di muoversi dentro il campo, nei mezzi spazi, non largo. Ma la fiducia della città, della società e dello staff ha un prezzo: adesso deve tradursi in qualcosa che va oltre il singolo episodio. La fascia di capitano non è stata assegnata pubblicamente. Per noi questo pesa più di quanto si dica: una squadra senza un capitano riconosciuto ha bisogno che qualcuno si prenda il ruolo sul campo, e la prima occasione per farlo è proprio quando si va sotto.
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Proprio lì, a Cerignola, il Catania è mancato. Eppure quest'anno ha già dimostrato di saper reagire: a Caserta e poi in casa col Crotone ha trovato i punti oltre il novantesimo. Al Monterisi invece niente, contro una squadra che aveva preparato la partita senza sette giocatori. Il paragone con il Potenza fa male: sotto di due gol in casa contro il Crotone, la capolista ha ribaltato tutto nella ripresa e ha vinto 4-2. Chi sta davanti di dieci punti, quando va sotto, rimonta. Noi abbiamo smesso di giocare.
Un Sorrento a ranghi ridotti
I campani, un punto sopra di noi in classifica, arrivano dall'1-2 casalingo con l'Altamura e domenica avranno sei indisponibili. Il difensore Fusco e il centravanti Parker scontano un turno di squalifica, mentre Cargnelutti, Loreto, Falasca e Bolzan sono fermi per infortunio. Cargnelutti, il giocatore che abbiamo mandato noi in prestito in costiera, quindi non ci sarà. In panchina mancheranno anche l'allenatore Maiuri e il suo vice Scotto, entrambi squalificati. Guiderà la squadra il collaboratore tecnico Cosimo Zangla, originario di Marsala, che in Sicilia ha giocato anche da calciatore: due stagioni al Peloro in Serie D, dal 1994 al 1996, poi il Marsala in C2 nel 1996-97 e il Palermo in C1 nel 1997-98.
Va detto senza giri di parole: le assenze degli altri non sono un vantaggio da incassare prima del fischio d'inizio. Il Cerignola ne aveva sette e ci ha battuto. Vale anche per noi, perché infortuni, giocatori arrivati in ritardo di condizione ed errori individuali non possono più bastare come spiegazione per risultati che restano sotto le attese. Longo si è già preso la colpa di Cerignola. Ma le risposte devono arrivare da tutti: dalla società che ha costruito questa rosa, dall'allenatore che la schiera e soprattutto dai giocatori che vanno in campo.
Con 19 punti siamo quinti, a uno dal Sorrento e a dieci dal Potenza. Vincendo scavalcheremmo i campani, mentre un altro passo falso ci lascerebbe di nuovo a inseguire, con il rischio di affidare ai playoff le speranze di una stagione che punta alla promozione diretta, riservata soltanto alla prima. Questa piazza l'ha già vissuto e non vuole riviverlo. La domanda che ci portiamo dietro fino a domenica è semplice: se la reazione non arriva contro un Sorrento con sei assenti e senza il suo allenatore in panchina, quando arriverà?
Al Massimino non basterà vincere. Bisognerà far vedere che cosa succede quando le cose si mettono male.
Fonte: GoalSicilia



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