Vallocchia è il perno del centrocampo: col Sorrento il Catania deve vincere per non aprire una crisi
Per la gara di domenica alle 14:30 al Massimino gli equilibri della squadra di Longo passano da Vallocchia, chiamato a riprendere in mano il centrocampo. Dopo l'1-0 di Cerignola, un altro passo falso trasformerebbe la delusione in qualcosa di peggio.

La partita col Sorrento parte da Vallocchia. Il centrocampista è ormai imprescindibile negli equilibri tattici del Catania e da lui si aspetta la cosa che a Cerignola è mancata di più: tenere in mano il centrocampo, dare un ordine al gioco, decidere quando accelerare e quando fermare la partita. Domenica alle 14:30 al Massimino il compito è suo prima che degli altri.
Il suo peso lo dicono le scelte di Longo. Vallocchia è arrivato l'11 settembre, a stagione già cominciata, ed è rimasto al centro dell'undici sia a Potenza sia a Cerignola: Dini; Allegretto, Di Gennaro, Quaini, Masciangelo, Cabianca; Vallocchia; Bruzzaniti, Coda, Cicerelli, Insigne. Sono due trasferte, sono finite tutte e due con una sconfitta, e in entrambe la squadra è partita con gli stessi uomini. È qui che il discorso su Vallocchia smette di essere un complimento e diventa una responsabilità. Se è lui l'ago della bilancia, il calo del centrocampo nelle ultime due uscite fuori casa passa anche da lui.
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Al Monterisi il problema non è stato quanto si è tirato: 13 tiri a testa, 4 nello specchio per parte. Il problema è che il Catania non ha mai preso in mano la gara. Il gol di Boccadamo al 56' è nato da una rimessa laterale, non da una giocata del Cerignola nel nostro centrocampo, ma prima di quell'episodio la squadra aveva già perso il controllo del ritmo. Longo ha cambiato al 61' con Liguori e Caligara, e poi al 71' con Caturano. Era già tardi.
Un'altra frenata e la parola diventa crisi
Stavolta il rischio è concreto. Il Catania è quinto con 19 punti dopo 12 giornate, ha già perso cinque partite e ha il Potenza a dieci lunghezze. Le ultime cinque gare raccontano una squadra che non riesce a dare seguito a niente: Crotone e Altamura battute, poi il ko di Potenza, poi il 6-0 al Giugliano, poi Cerignola. Ogni volta che sembra ripartire, si ferma. Il Sorrento arriva con un punto più di noi e dal 1-2 interno con l'Altamura, che gli è costato anche cinque squalificati e 3.000 euro di multa. È proprio contro una squadra che arriva in queste condizioni che non si possono lasciare punti.
La nostra lettura è semplice. Il Catania ha mostrato di saper vincere quando la partita si apre, come col Giugliano. Non ha ancora mostrato di saperla governare quando l'avversario la chiude e la sporca, e Cerignola ne è stata la prova. Che il nodo sia il centrocampo e che il nome sia quello di Vallocchia ci sembra giusto. Ma un solo giocatore non può fare da equilibrio a una squadra che, tra Potenza e Cerignola, ha sbagliato l'approccio due volte di fila.
Domenica arbitra Matteo Dini di Città di Castello. Se il Catania vince, scavalca il Sorrento. Se perde, sabato scorso non sarà più stato un incidente: diventerà l'inizio della crisi.
Fonte: TuttoCalcioCatania




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