Domenica 1 novembre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi rossazzurri
Ultim'ora
Il puntoAFFIDABILE

Cinque sconfitte in dodici giornate, e a Cerignola non si è salvato nessuno: la svolta deve arrivare col Sorrento

Il ko del Monterisi non ha un solo colpevole: è venuta meno tutta la squadra, reparto per reparto. Con 19 punti e la vetta a sette lunghezze, domenica al Massimino non si può più parlare di continuità da trovare.

Cinque sconfitte in dodici giornate, e a Cerignola non si è salvato nessuno: la svolta deve arrivare col Sorrento
Cinque sconfitte in dodici giornate, e a Cerignola non si è salvato nessuno: la svolta deve arrivare col Sorrento — Grafica Arena Catania

Cinque sconfitte in dodici giornate. Per una squadra nata per vincere il girone è un numero che non si può far passare. Il dato più pesante di Cerignola-Catania, però, non è l'1-0 firmato da Boccadamo al 56'. È che al Monterisi non c'è stato nessuno da salvare: nessun reparto, nessun singolo. È mancato il collettivo, e quando succede la colpa non si può scaricare su un errore isolato.

La classifica dice quinto posto con 19 punti, frutto di sei vittorie, un pareggio e cinque sconfitte. Il Potenza è a 26 e ha una partita in meno. L'obiettivo dichiarato è la promozione diretta, che va soltanto alla prima. Il quinto posto si può guardare in due modi: lo vede come un dramma chi guarda la vetta, lo vede tranquillo chi guarda alla zona playoff. La piazza ha già scelto da che parte guardare, e la società l'ha detto per prima.

Leggi anche Potenza a +7 con una gara in meno, domenica al Massimino c'è il Sorrento

Il problema si chiama continuità

Fra il 6-0 al Giugliano e l'1-0 di Cerignola sono passati sei giorni, e in quei sei giorni il Catania è tornato la squadra che non riesce a imporsi su chi gli sta davanti. È la seconda sconfitta nelle ultime tre gare, tutte e due in trasferta contro squadre di testa, Potenza e Cerignola. Al Monterisi il possesso è stato del 66%, eppure i tiri sono finiti 13 a 13 e quelli nello specchio 4 a 4. Il Cerignola ha battuto cinque corner, noi due. Tenere il pallone senza riuscire a fare male non è dominare: vuol dire girare a vuoto.

Emilio Longo ha parlato chiaro: «Responsabilità mia», e poi «sul gol è mancata astuzia». Gliene diamo atto. Le parole però vanno messe accanto alle scelte. Il tecnico ha rimandato in campo lo stesso identico undici di Potenza, e quell'undici ha perso due volte su due. La sua linea da inizio stagione è «zero alibi»: vale anche per lui. E su un'altra frase non siamo d'accordo. «Trovare continuità e restare in corsa» va bene per una squadra che punta ai playoff, non per una che deve arrivare prima.

C'è una domanda che in questi giorni si sente in ogni discussione rossazzurra, e la facciamo anche noi. Questo Catania sa battere chi gli sta dietro, ma è capace di battere chi gli sta davanti? Longo è stato confermato il 3 settembre, quando la squadra era ancora a zero punti dopo le prime due giornate. Da allora la squadra è risalita, e chi chiede la sua testa dovrebbe ricordarselo. Ma la risalita non dà a nessuno un credito senza scadenza. Le prove contro le squadre di testa sono arrivate, e per ora sono state fallite.

Domenica 8 novembre alle 14:30 al Massimino arriva il Sorrento, che ha 20 punti, uno più di noi. Vincere vuol dire scavalcarlo. Non vincere vuol dire che le parole del dopo Cerignola resteranno parole.

La svolta che serve ha una data, e manca una settimana.

Fonte: TuttoCalcioCatania

La parola alla Curva

Nessuno ha ancora parlato
Tu che ne pensi?La discussione su questo pezzo comincia da qui: bastano due righe, e le leggiamo tutte.

Per commentare entra nella Curva — gratis, senza password.