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Cinque giorni a Torre del Grifo per rimettere insieme il Catania prima del Sorrento

Dopo l'1-0 di Cerignola, società e staff tecnico devono ricompattare un gruppo che passa dalle goleade alle sconfitte. Domenica alle 14:30 al Massimino arriva il Sorrento, che ha un punto più di noi.

Cinque giorni a Torre del Grifo per rimettere insieme il Catania prima del Sorrento
Cinque giorni a Torre del Grifo per rimettere insieme il Catania prima del Sorrento — Grafica Arena Catania

La partita più delicata di questa settimana non si gioca domenica. Si gioca da oggi a sabato a Torre del Grifo, dove la squadra è tornata ad allenarsi dal 6 ottobre. Dopo l'1-0 del Monterisi, analisi tattiche e responsabilità individuali a parte, a società e staff tocca il lavoro che non si vede ma che spesso decide: ricompattare un gruppo che sabato ha perso contro un avversario che, lo ha ammesso lo stesso Longo, «ha meritato».

Il guaio è che questo Catania si era creato aspettative importanti, e una battuta d'arresto come quella di Cerignola rischia di portarsi via una parte delle poche certezze conquistate. Sei giorni prima il Giugliano era stato travolto 6-0, con la doppietta di Coda e il primo gol in rossazzurro di Liguori. Poi il gol di Boccadamo al 56', e la quinta sconfitta in dodici giornate. Lo schema lo conosciamo fin troppo bene: dopo il 3-0 di Altamura era arrivato il 2-1 di Potenza.

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Ecco i numeri che contano. Siamo quinti con 19 punti, il Potenza capolista ne ha 29 e la promozione diretta, l'unico obiettivo dichiarato, va solo alla prima. Fuori casa abbiamo raccolto 9 punti in 7 gare. Il mercato riapre il 2 gennaio e fino ad allora si possono tesserare solo svincolati: la risposta deve uscire da questa rosa e da questo staff, senza scorciatoie.

Le parole ci sono già state

Dopo Cerignola Longo si è preso la colpa, e lo abbiamo già raccontato. Ha anche detto che bisogna «trovare continuità e restare in corsa». Una settimana prima, a Telecolor, aveva usato una formula che oggi pesa: «Dobbiamo essere i migliori a migliorare». Il problema è che la continuità di cui parla è proprio la cosa che manca da agosto, e il miglioramento invocato a Cerignola non si è visto. Chi allena risponde delle scelte. In questi giorni la piazza lo contesta, e una parte ne chiede l'esonero: non è un clima che si sistema con un'altra conferenza stampa.

La domanda che ci portiamo dietro è scomoda. Una squadra che segna sei gol al Giugliano e poi al Monterisi non segna nemmeno uno, ha un problema di gambe o di testa? Ricompattare il gruppo, secondo noi, non vuol dire chiudersi a riccio e proteggere tutti allo stesso modo. Vuol dire far capire a ognuno che dopo una sconfitta così il posto non è garantito, e che il Catania non può permettersi un'altra settimana in cui si parla di reazione senza vederla.

Domenica alle 14:30 al Massimino arriva il Sorrento: 20 punti, uno più di noi, reduce dall'1-2 in casa con l'Altamura e da cinque squalifiche del Giudice Sportivo. È la prima delle quattro partite di novembre, due in casa e due fuori.

Se il lavoro di questi cinque giorni ha funzionato, lo dirà il campo.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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