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Dal 54,3% di possesso al 34% di Cerignola: dodici giornate e il Catania di Longo non ha ancora una faccia sola

Prima del Monterisi eravamo la squadra che teneva palla più di tutte nel girone, al Monterisi l'abbiamo vista quasi solo dagli altri. Fra il 6-0 al Giugliano e le due trasferte perse con le squadre di testa resta una domanda: qual è il vero Catania?

Dal 54,3% di possesso al 34% di Cerignola: dodici giornate e il Catania di Longo non ha ancora una faccia sola
Dal 54,3% di possesso al 34% di Cerignola: dodici giornate e il Catania di Longo non ha ancora una faccia sola — Grafica Arena Catania

Alla vigilia della 12ª giornata il Catania era primo nel Girone C per possesso palla, con il 54,3%, e secondo per tiri nello specchio, con 63. Sabato al Monterisi il pallone l'ha avuto il Cerignola per il 66% del tempo, e noi per il 34%. Era la stessa squadra, con lo stesso undici che due settimane prima aveva perso a Potenza. Dopo dodici giornate è questo che non torna: non sappiamo ancora quale delle due sia il Catania.

Le facce di questa squadra sono parecchie. C'è quella di fine agosto, zero punti dopo l'1-2 in casa con l'Inter U23 e lo 0-2 di Monopoli, diciannovesima in classifica, con Longo confermato il 3 settembre. C'è la squadra che risale vincendo 4-2 a Picerno, 2-1 a Caserta, 2-1 col Crotone e 3-0 ad Altamura, con la difesa a tre che prima di Cerignola aveva messo insieme sei risultati utili in sette gare. E c'è quella che il 25 ottobre ne fa sei al Giugliano davanti a oltre 16mila persone, e sei giorni dopo esce dal Monterisi senza aver mai segnato su quel campo, proprio come nello 0-0 del 28 settembre 2025.

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Il problema non è il 6-0, è quello che viene dopo Ci sono 24 gol fatti, ma sei sono arrivati in una sola partita. Ci sono cinque sconfitte in dodici giornate, e le ultime due, in trasferta, sono arrivate contro squadre che ci stanno davanti: il Potenza capolista, che ci ha battuto 2-1, e il Cerignola, che ci ha battuto 1-0. Fuori casa abbiamo fatto 9 punti in 7 gare. Il dato che pesa di più è proprio questo. Con le squadre più deboli il Catania si scioglie, con quelle che lottano per lo stesso obiettivo si inceppa. Per una squadra che deve vincere il girone, perché la promozione diretta va solo alla prima, è il contrario di quello che serve.

Dopo il 6-0 Longo aveva detto che «il secondo gol ci ha liberato mentalmente». È una frase sincera, e dice molto. Una squadra che si libera quando sblocca la partita vuol dire anche una squadra che si blocca quando la partita non si sblocca. A Cerignola il primo tempo è finito 0-0, al 56' la rimessa ritardata da Allegretto ha portato al gol di Boccadamo, e da lì il Catania non ha trovato il modo di cambiare la gara. Nell'intervallo di quella sera il problema non era tecnico: era capire chi siamo quando l'avversario non ci lascia fare la nostra partita.

Sulle scelte la responsabilità è dell'allenatore, e Longo l'ha detto per primo: «La colpa è solo mia». Va però chiamata col suo nome. Lo stesso undici, Dini, Allegretto, Di Gennaro, Quaini, Masciangelo, Cabianca, Vallocchia, Bruzzaniti, Coda, Cicerelli e Insigne, ha perso entrambe le trasferte contro le squadre di testa. Un'identità non è un elenco di titolari da confermare, è un modo di stare in campo che regge anche quando le cose si mettono male. Finora questa squadra l'ha fatto vedere solo quando le cose andavano bene.

Al bar, in questi giorni, la domanda è sempre la stessa: se il Catania vero è quello del 6-0, perché lo vediamo solo con chi ci lascia giocare? E se invece è quello di Potenza e Cerignola, la classifica, quinti a 19 punti e a dieci dal Potenza, ci sta dicendo già adesso qualcosa che non vogliamo sentire. Non abbiamo la risposta. Sappiamo però che un gruppo che cambia faccia ogni settimana non vince un girone in cui davanti c'è chi va a 2,42 punti a partita.

Domenica alle 14:30 allo stadio Angelo Massimino arriva il Sorrento, quarto con 20 punti, uno più di noi: un'altra squadra di testa, cioè proprio il tipo di avversario contro cui siamo caduti nelle ultime due trasferte. Stavolta non c'è un Giugliano a cui fare sei gol per sentirsi meglio. C'è una squadra che ci sta davanti, e novanta minuti per far vedere quale Catania è quello vero.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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