«Giù le mani dal logo»: la Curva Nord risponde all'asta del marchio storico
Uno striscione comparso nel secondo tempo di Catania-Scafatese apre la vigilia dell'asta che il 15 ottobre metterà all'incanto il marchio storico del Calcio Catania, appartenuto alla vecchia società fallita.

Nel secondo tempo di Catania-Scafatese, ieri al Massimino, dalla Curva Nord è comparso uno striscione secco: «Sulla storia non si compra la gloria. Giù le mani dal logo!». Un messaggio che non c'entra con i tre punti persi contro la Scafatese, ma con qualcosa che a questa piazza sta più a cuore della classifica: il destino del marchio storico del Calcio Catania.
Il simbolo in questione — quello con lo scudetto a strisce rosse, il vecchio logo appartenuto alla società fallita — va all'asta telematica il 15 ottobre 2026: codice identificativo A4357728, base d'asta 55mila euro. A metterlo in vendita è la Curatela fallimentare della vecchia gestione, non il Catania FC di Ross Pelligra che oggi gioca al Massimino: due soggetti giuridici distinti, anche se per chi sta in curva la distinzione conta fino a un certo punto quando di mezzo c'è lo stemma della squadra.
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Quel marchio porta addosso il fallimento del dicembre 2021 e l'esclusione dalla Serie C dell'aprile 2022: la ferita da cui il Catania di oggi è ripartito, risalendo dalla Serie D fino a tornare fra i professionisti nel 2023. Dietro quel logo ci sono 17 stagioni di Serie A, l'ottavo posto raggiunto quattro volte e lo scudetto di Serie B del 1953-54: un pezzo di storia che rischia di finire battuto al miglior offerente per una base di appena 55mila euro.
Lo striscione arriva nel giorno peggiore per far passare inosservata una notizia del genere: un Catania diciassettesimo con 3 punti in 4 giornate, reduce dal ko interno con la Scafatese, non ha la testa libera per distrarsi con leggerezza. Ma è proprio nei momenti difficili che una piazza torna a chiedersi cosa la tenga insieme davvero: la classifica di settembre passa, un pezzo di storia che finisce all'asta no.
Sul destino del marchio, dalla società non risulta essere arrivata alcuna presa di posizione pubblica: né l'intenzione di partecipare all'asta, né una parola di merito su cosa succederà il 15 ottobre. In una piazza che quel marchio se l'è già visto portare via una volta, un silenzio del genere pesa quanto lo striscione che lo denuncia.
Tra la Curva che chiede rispetto per il logo e una Curatela che deve chiudere i conti della vecchia gestione, la strada verso il 15 ottobre è già segnata: quel giorno si scoprirà chi si aggiudica un pezzo di storia rossazzurra, e se qualcuno al Catania FC avrà deciso, nel frattempo, di alzare la mano.
Fonte: TuttoCalcioCatania



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