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Longo valuta la difesa a tre per Picerno, ma il modulo a quattro resta favorito

A Picerno il tecnico rossazzurro riflette sul possibile ritorno alla retroguardia a tre, già provata nella ripresa contro la Scafatese: al momento, però, i favori del pronostico restano per la difesa a quattro.

Longo valuta la difesa a tre per Picerno, ma il modulo a quattro resta favorito
Longo valuta la difesa a tre per Picerno, ma il modulo a quattro resta favorito — Grafica Arena Catania
Aggiornamento · 15 set, 10:05

Le probabili formazioni confermano il 4-2-3-1 per il Catania: Rinaldi tra i pali, Ierardi adattato sulla destra, coppia centrale Quaini-Perrotta e Masciangelo in vantaggio su Donnarumma a sinistra, con Cicerelli confermato sulla trequarti accanto a Bruzzaniti e Russo unica punta. La scelta pesa anche sulle condizioni di Di Gennaro e Allegretto, entrambi di rientro dai rispettivi stop ma non al meglio, e sulla necessità di gestire con cautela l'inserimento di Cabianca. Sul fronte lucano De Luca recupera Maselli dalla squalifica ma deve rinunciare a Summa, Granata, Salvo e Graziani, oltre al dubbio legato a Egharevba, e schiera il Picerno con il 3-4-3: Marcone; Bellodi, Del Fabro, Bassoli; Gemignani, Franco, Virgilio, Pistolesi; Nocerino, Abreu, Pugliese.

Questa sera, alle 18:30, allo Stadio Comunale Donato Curcio va in scena Picerno-Catania: prima delle scelte sui singoli, il dubbio più concreto della vigilia rossazzurra riguarda la forma della squadra. Emilio Longo valuta il ritorno alla difesa a tre, già sperimentata nella ripresa di sabato contro la Scafatese, ma al momento sarebbe la conferma della linea a quattro ad avere i favori del pronostico.

Il precedente nato nella ripresa

L'idea non nasce a tavolino: è entrata in campo sabato scorso, quando sotto di un gol per il rigore di Emmausso, Longo ha tolto Donnarumma e inserito Bruzzaniti. È stato proprio l'assist di Bruzzaniti a servire il gol dell'1-1 di Russo, al 54'. Nel dopo partita lo stesso allenatore ha aperto uno spiraglio sul cambio di modulo, salvo poi frenare subito: «Improvvisare non è nelle mie corde».

Leggi anche Longo: «Tre sconfitte su quattro partite sono qualcosa di inenarrabile»

La riflessione arriva in un momento in cui il Catania non ha più margine di errore: tre sconfitte in quattro giornate, un 17° posto con 3 punti che lo stesso Longo ha definito «qualcosa di inenarrabile», e una società che dopo il ko con la Scafatese ha rimesso sul tavolo anche la posizione dell'allenatore in caso di un altro passo falso. Su questo aspetto, di cui abbiamo già scritto, basti dire che la gara di stasera pesa doppio.

Il quadro si complica sul fronte degli uomini: Gabriele Pagliai è fermo per una lesione di secondo grado al legamento collaterale del ginocchio destro, e la coperta per costruire una linea a tre — che di norma chiede un centrale in più rispetto alla difesa a quattro — si accorcia proprio mentre servirebbe più scelta.

Di fronte il Catania troverà il Picerno di Claudio De Luca, terzo in classifica con 9 punti nonostante la sconfitta di misura, 1-0, subita in casa contro il Sorrento nello scontro diretto per la vetta di sabato scorso: la capolista resta così da sola al comando del girone.

Un'osservazione, dichiaratamente nostra: cambiare la disposizione dei difensori dopo tre sconfitte in quattro gare può essere la scelta giusta, ma da sola rischia di essere un cerotto se il problema, come ammesso dallo stesso Longo dopo la Scafatese, sta negli episodi e nella tenuta dei duelli più che nella geometria in campo: «Con chi ho a disposizione, si poteva e si doveva fare di più».

Le scelte definitive arriveranno con la formazione ufficiale. Quel che è certo è che oggi, al Donato Curcio, il Catania gioca la seconda tappa di un trittico — dopo la Scafatese, prima del Barletta del 19 settembre al Massimino — che non si può permettere di sbagliare ancora.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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