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Van der Sar avverte la Juve: «L'AFAS Stadion in Europa è un fortino». E ricorda la coppa che manca dal 1996

L'ex portiere bianconero chiede di non fidarsi delle ultime sconfitte dell'AZ e vede nell'Europa League la strada della Juventus per riaffermarsi in campo internazionale. Si gioca stasera alle 21.

Lo stadio Allianz Stadium di Torino
Lo stadio Allianz Stadium — Foto: Matteo Aresca 05 · CC BY-SA 4.0

«Non fidatevi delle ultime sconfitte dell'Az». A poche ore dalla partita di stasera alle 21 all'AFAS Stadion, Edwin van der Sar mette in guardia la Juventus. L'ex portiere bianconero, leggenda olandese che ha vinto tutto con l'Ajax e con il Manchester United, sabato era allo stadio per AZ-Ajax e ne è uscito convinto che gli olandesi avrebbero meritato il pareggio. Poi aggiunge un dato: «l'Az non perdeva contro l'Ajax da undici partite, dal marzo 2022».

L'AZ ha due facce. In Europa League ha 6 punti su 9, raccolti contro gli armeni dell'Ararat e gli israeliani dell'Hapoel Beer Sheva: «finora ha vinto le partite che doveva». In campionato invece non vince dal 20 settembre. La Juventus arriva con 7 punti nelle prime tre gare del girone: 5-0 al NEC, 2-1 al Celta e 2-2 con il Rennes. Van der Sar guarda soprattutto al campo: «Contro la Juventus gioca in casa e l'Afas Stadion in Europa è un fortino». Subito dopo arriva la frase che punge. I bianconeri non sottovaluteranno l'avversario, dice, «visto che anche loro non stanno vivendo un gran momento». Il 2-0 al Napoli di domenica non è bastato a cambiare come ci vedono da fuori.

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Descrive l'AZ come una squadra dallo stile «bello e riconoscibile: passaggi corti, un po' stile Barcellona». Fra i giocatori indica il centravanti Meerdink, l'ala brasiliana Wessley Patati e Peer Koopmeiners, che secondo lui somiglia al fratello Teun «nel modo di camminare, di correre e anche di calciare da fuori».

Trent'anni dopo Roma

Il passaggio che riguarda di più noi è un altro. «Tutti vogliono giocare in Champions, ma l'Europa League è una grande opportunità per la Juventus: è l'occasione per riaffermarsi a livello internazionale dopo tanti anni». E subito dopo: «Se non sbaglio, l'ultima coppa europea è la Champions che hanno vinto contro noi dell'Ajax trent'anni fa a Roma». A ricordarci quanto tempo è passato è proprio uno dell'Ajax sconfitto quella sera. Il 14 ottobre Carnevali ha detto che l'obiettivo è vincerla, e la piazza lo pretende. Però la squadra arriva in Olanda senza Locatelli, Yıldız e McKennie, e senza Conceição, squalificato. Proprio di Conceição, Van der Sar è stato dirigente all'Ajax: «ha qualità». Se l'Europa League conta davvero quanto si dice, il primo banco di prova è avere abbastanza uomini per giocarla ogni tre giorni.

Fra i portieri, Van der Sar sceglie Vicario e non De Busser dell'AZ: «portiere forte e affidabile». Se resterà a Torino, dice, «non spetta a me dirlo». Il riscatto dal Tottenham, però, è ormai una formalità. Più delicato il tema Van Dijk, 35 anni. L'ipotesi gliel'ha messa davanti l'intervistatore, non è una trattativa. Van der Sar la prende sul serio: se lasciasse il Liverpool da svincolato, «sarebbe un difensore con ancora tanto da dare». Per ora la Juve non va oltre il complimento: Carnevali ha appena avvertito che a gennaio non si farà «chissà che cosa di straordinario».

Poi la panchina. Su Spalletti è netto: «ha esperienza, anche di vittorie: può far bene alla Juve». Su Conte, suo compagno alla Juve e libero da maggio, aggiunge che sta «soltanto aspettando l'avventura giusta» e che «non tarderà molto». La società ha scelto di andare avanti con Spalletti. Sappiamo però quale delle due frasi verrà ripetuta di più fra i tifosi: dipende dalle prossime partite più che dalle parole.

Woltemade ha segnato 3 gol in 3 partite europee, Kolo Muani ha un solo gol in Serie A e domenica è stato fischiato. Van der Sar li mette sullo stesso piano: «hanno sempre segnato e continueranno a farlo». Stasera il numero 27 può affiancare Baggio e Kovacevic, gli unici a segnare nelle prime quattro gare europee con la Juve. Domenica sera c'è la Fiorentina al Franchi.

Il video ufficiale

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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