De Laurentiis parla alla squadra prima dell'allenamento: un appello alla professionalità dopo 7 sconfitte in 14 partite
Venerdì a Castel Volturno, dopo l'ora con Allegri e Manna, il presidente ha salutato i giocatori e ha chiesto senso di responsabilità. È stato un incontro breve, alla vigilia della Lazio capolista. Dalla squadra però adesso servono i fatti.

Il colloquio con la squadra è stato breve. Venerdì a Castel Volturno, dopo l'ora passata con Massimiliano Allegri e Giovanni Manna, Aurelio De Laurentiis ha voluto salutare i giocatori prima dell'allenamento. Ha fatto appello al loro senso di responsabilità e alla professionalità che il presidente riconosce a questo gruppo per quanto ha fatto negli anni. Non c'è stato un processo e non ci sono state minacce. Il presidente ha ricordato alla squadra chi è stata, a due giorni dalla partita che lui stesso considera uno spartiacque.
Il confronto vero, per ora, i giocatori lo hanno avuto tra loro. Ieri sera alle 19 sono entrati all'hotel Gli Dei di Pozzuoli e restano lì fino a domani, quando alle 12:30 al Diego Armando Maradona arriva la Lazio. Il ritiro lo ha deciso De Laurentiis. Dopo Venezia era stato Manna a convincerlo a rinunciarci, stavolta non è andata così.
Questa stagione si riassume in un numero: 7 sconfitte in 14 partite ufficiali. Quattro sono arrivate in campionato e tre in Champions, contro Arsenal, Villarreal e Porto. In Serie A siamo ottavi con 14 punti dopo 10 giornate, a 9 dal quarto posto, cioè l'obiettivo dichiarato da Allegri al momento della firma, e a 14 dalla vetta. Arriviamo dal 2-0 dell'Allianz Stadium e dal 4-1 del Dragão, dove il Napoli ha chiuso il primo tempo sull'1-1 con il gol di McTominay e poi ha preso tre gol dal 71'.
La professionalità non basta come risposta Richiamare la professionalità di un gruppo che ha vinto due scudetti in tre stagioni ha senso, ma spiega poco. Quello che è mancato a Torino e a Porto non era l'impegno in astratto: la squadra ha tenuto un'ora e poi non ha più avuto risposte. A questo un saluto prima dell'allenamento non rimedia. In una settimana il presidente ha fatto un faccia a faccia con la squadra dopo la Juventus, ha telefonato all'allenatore, ha deciso il ritiro, ha passato un'ora con lui e con il direttore sportivo e infine ha parlato ai giocatori. Gli interventi dall'alto sono tanti. Cosa cambierà in campo, finora, non lo ha spiegato nessuno.
C'è anche una domanda che a Castel Volturno non risulta sia stata fatta, e che riguarda chi la rosa l'ha costruita. Domani Allegri ha nove indisponibili: Buongiorno, Badiashile, Favasuli, Di Lorenzo, Spinazzola, Olivera, Lobotka, Neres e Alisson Santos. Marianucci in più è squalificato. Il capitano ha una lesione all'adduttore lungo della coscia sinistra e il Napoli va contro la capolista senza terzini di ruolo. Si può chiedere responsabilità ai giocatori. Ma la responsabilità di come è stato costruito il gruppo che va in campo non è loro.
Di fronte c'è la Lazio di Gattuso: prima con 28 punti, nove vittorie e un pareggio, 24 gol fatti e 8 subiti. Mancherà Zaccagni, e non basta a cambiare il quadro. Alla squadra non si chiede di dimostrare il proprio valore con le parole. Va giudicata su quello che succederà dopo il 70', il punto in cui a Torino e a Porto si è sciolta.
Dopo la Lazio il calendario non concede respiro: il 21 novembre il Torino e il 24 la trasferta all'Etihad contro il Manchester City. Il presidente il suo appello lo ha fatto. Domani alle 12:30 vedremo se la squadra lo ha ascoltato.
Fonte: CalcioNapoli24



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