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Lucca e la testa: la psicologa Pignataro consiglia di «mettere il telefono in silenzio». Il Napoli intanto pensa già al prestito

La psicologa Monica Pignataro spiega il rendimento deludente del centravanti con il peso della piazza e con il salto da Udine a una grande squadra. È una lettura che aiuta a capire, ma non chiude il discorso su un attaccante da 35 milioni che la società è già pronta a far partire a gennaio.

Lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli
Lo stadio Diego Armando Maradona — Foto: Tarkus42 · CC BY-SA 4.0

«Il contesto circostante per un atleta è un vero e proprio amplificatore di emozioni». La psicologa Monica Pignataro parte da qui per spiegare il rendimento di Lorenzo Lucca a Napoli, che finora è stato deludente. Secondo lei il problema potrebbe non essere solo tecnico. Una piazza come la nostra «offre una spinta incredibile», ma quando le aspettative sono così alte il giocatore «rischia di legare tutta la sua autostima al risultato della domenica». E a quel punto, dice, «finisce per giocare con la paura di sbagliare».

La parte più concreta riguarda il cambio di contesto. «Passare da una squadra tranquilla a una grande squadra è un salto enorme», spiega Pignataro, e indica tre blocchi possibili. Il primo è la sensazione di «non meritarsi quel posto», con la paura di non essere all'altezza dei compagni più famosi. Il secondo è il timore che ogni pallone perso possa rovinare tutto, che «fa irrigidire sia i muscoli che la mente». Il terzo è la perdita delle vecchie certezze: si passa dall'essere un punto di riferimento al rischio della panchina, e bisogna ripartire da zero. Per l'ansia da prestazione la psicologa usa una formula netta: sotto pressione «la lucidità si azzera».

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Il consiglio e il contesto Le regole pratiche sono tre. Staccare i social, cioè «mettere il telefono in silenzio o smettere di leggere i commenti nei momenti difficili e nei giorni prima della partita». Ascoltare solo allenatore, compagni e persone di fiducia. Concentrarsi su ciò che si può cambiare, cioè l'impegno in allenamento. Accanto a questo serve lo psicologo dello sport, che deve «smontare delle convinzioni rigide», a partire dall'idea di dover essere perfetti a tutti i costi, e costruire una routine prepartita che isoli dal caos esterno.

È una lettura seria e merita rispetto. Ma da tifosi non possiamo fermarci lì. Lucca è arrivato dall'Udinese per 35 milioni, e la società ha già aperto al suo addio a gennaio, quasi certamente in prestito. Allegri, alla vigilia di Monza, ha detto che «avrà sicuramente le occasioni per giocare». Non è chiaro come queste due cose stiano insieme. Se il problema è anche mentale, spedirlo altrove sei mesi dopo averlo pagato così tanto somiglia più a un'ammissione di errore che a una soluzione. E chi ha costruito la rosa dovrà rispondere di questa scelta, non solo il giocatore della sua testa.

Poi c'è la domanda che riguarda noi. Pignataro dice che la fiducia di un calciatore diventa «fragilissima» quando sente che la piazza giudica il suo valore solo in base a un gol. Il Napoli è decimo con 11 punti dopo 8 giornate, nell'avvio peggiore dal 2009-10, e il tifoso contesta, giustamente, una squadra che prende troppi gol e gioca troppo bassa. Ma una cosa è chiedere conto ad Allegri e alla società, un'altra è scaricare tutto su un ventenne o quasi che deve ancora trovare il suo posto. Su questo un esame di coscienza lo dobbiamo fare anche noi.

Il punto è che di attaccanti affidabili ne servono adesso, non a febbraio. Højlund ha segnato 2 gol e non va a segno dal 5 settembre, quindi davanti nessuno ha il posto blindato. Stasera alle 20:45 si gioca Monza-Napoli allo U-Power Stadium, con Landucci in panchina al posto di Allegri squalificato. Domenica c'è la Juventus.

Ogni minuto che Lucca avrà, da qui a gennaio, servirà a capire se la sua è stata una scommessa sbagliata o una scommessa gestita male.

Fonte: AreaNapoli

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