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Malen non segna, ma il 3-0 al Sassuolo passa tutto dai suoi piedi

Il numero 14 è dentro tutte e tre le azioni da gol: il triangolo con Hermoso, il destro deviato del 2-0, la combinazione per Mora. Dietro però il primo corner della partita ha mostrato una crepa che a Parma conviene chiudere.

Donyell Malen
Donyell Malen — Foto: Sandro Halank, Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Nel tabellino Malen non c'è, ma i tre gol al Sassuolo partono tutti da lui. Al 27' Hermoso parte quasi dal cerchio di centrocampo e appoggia sull'olandese, chiuso da un gruppo di avversari. Malen prova a restituirgli il pallone, Sulemana e Idzes si mettono in mezzo, il rimpallo torna allo spagnolo che dal dischetto, più o meno, tira di sinistro sotto la traversa. Tre minuti dopo, al 30', c'è un suo destro deviato due volte dai difensori neroverdi, che finisce in porta come autorete. Al 58' Mora chiude col destro un'altra combinazione con lui, e il passaggio decisivo è di Malen.

Quindi quella sera il gol non l'ha fatto, eppure c'è in tutti e tre. Nel 2026 ha già 22 gol in 27 presenze di campionato e 4 in Champions: un attaccante così pesa anche quando non segna, perché obbliga la difesa avversaria a stargli sempre addosso e libera spazio a chi arriva da dietro. Ieri ne hanno approfittato un difensore e un classe 2007. A Old Trafford avevamo scritto che l'attacco dipende troppo da due uomini. Contro il Sassuolo ne è servito uno solo per aprire la partita, e il dubbio resta lo stesso: quando lui rifiata, chi fa quel lavoro?

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Aquilani le prova tutte, la Roma non si scompone

Il Sassuolo non è arrivato all'Olimpico per difendersi e basta. Aquilani, visibilmente emozionato all'ingresso in campo, ha cominciato con una difesa a tre, Walukiewicz, Idzes e Caleta-Car davanti a Muric, e un 3-5-2 che col passare dei minuti è diventato un 4-3-3. Thorstvedt a volte si alzava a pressare Ndicka come un centravanti nascosto, e Cinquegrano dopo una ventina di minuti è salito quasi stabilmente a fare la terza punta. Sui corner della Roma il Sassuolo lasciava quattro giocatori alti, così Gasperini doveva tenerne altrettanti dietro. Non è bastato: il Sassuolo arriva alla sosta con cinque sconfitte consecutive.

Il primo pericolo però l'ha creato il Sassuolo. Al 3' Matic, tornato all'Olimpico, ha tirato un sinistro in diagonale verso la porta sotto la Sud, e Vásquez, in campo per le assenze di Svilar e Gollini, l'ha deviato in angolo. Sul corner le marcature miste non hanno funzionato: Balerdi ha perso Caleta-Car, sulla sua sponda ha calciato Walukiewicz e sulla respinta di Ndicka Idzes ha tirato alto. I tre centrali di Aquilani hanno messo in difficoltà la nostra difesa sulla prima palla inattiva della serata. È andata bene, ma non è un dettaglio. Anche Cristante ha sbagliato qualcosa nella parte iniziale della gara.

Poi la partita si è giocata quasi sempre nella metà campo davanti alla panchina di Aquilani. Al 12', da un corner corto tra Soulé e Mora, il portoghese ha crossato sul secondo palo: Balerdi ha colpito di testa, Idzes ha deviato scavalcando Muric e Caleta-Car ha salvato in rovesciata sulla linea. Al 17' un passaggio di Cristante non preciso per Malen è finito, dopo un rimpallo, a Mora, che di destro a giro ha mandato fuori di pochissimo, sopra la traversa. I gol potevano essere il doppio, e se non lo sono è perché sotto porta la Roma ogni tanto ha cercato la giocata in più invece del tiro.

Questo è il nostro appunto, ed è un appunto da squadra che vince. Siamo secondi con 27 punti, a due dalla Lazio, imbattuti in campionato dopo 11 giornate e con 31 gol segnati. Ma a Manchester eravamo avanti 2-0 e ne abbiamo presi tre. La lezione è che le occasioni sprecate prima o poi si pagano, anche se ieri non è successo.

Ora ci sono tredici giorni di sosta. Sabato 21 novembre alle 18 al Tardini c'è Parma-Roma, con Svilar che dovrebbe tornare in porta. Lì capiremo se l'attacco riesce a creare pericoli anche quando la palla non passa da Malen.

Fonte: IlRomanista.eu

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