Ottobre chiuso con sei punti su quindici: la vittoria è una sola, e il Potenza è a +7
Un successo, tre pareggi e una sconfitta nel mese, più l'eliminazione in Coppa Italia Serie C a Potenza. Ora il distacco dalla vetta è di sette punti e Picerno non può essere un'altra serata a metà.

Sei punti in cinque partite: è il conto di ottobre, e non c'è modo di leggerlo bene. Nel mese è arrivata una sola vittoria, il 2-0 al Giugliano del 10 ottobre. Il resto è fatto di tre pareggi (Crotone, Casertana, Scafatese) e della sconfitta di Salerno, il 2-1 del 4 ottobre. A questo si aggiunge l'uscita dalla Coppa Italia Serie C il 27 ottobre, proprio a Potenza.
Il Potenza intanto ha battuto il Crotone ed è a 29 punti. Noi siamo fermi a 22: il secondo posto c'è ancora, ma con sette punti di ritardo dalla vetta e Cerignola e Sorrento a 20 a un passo dalle nostre spalle. Il distacco era −4, adesso è −7.
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Il problema è soprattutto di costruzione. In campionato abbiamo segnato 15 gol in 12 giornate, e nelle ultime tre gare appena due. Con la Scafatese, nel secondo tempo, il Bari è stato quasi sempre avanti nella manovra senza diventare pericoloso, e ha finito per esporsi ai contropiedi. L'unico gol subito al San Nicola in campionato è arrivato così, al 31', dopo che Gómez ci aveva portati avanti al 9'.
Una mezz'ora e poi il vuoto
Rastelli qualcosa aveva cambiato. Con Prisco e Mendicino in impostazione le linee di passaggio erano di più, e senza palla il Bari ha pressato alto con molti uomini, accettando la parità numerica dei centrali. Nei primi minuti ha funzionato: più di una volta abbiamo recuperato palla e siamo stati subito pericolosi. Poi la lucidità è sparita. Lo ha ammesso lo stesso Rastelli, parlando di una ripresa non giocata da squadra.
Il punto dolente sembra il centrocampo: poco passo, poca velocità, una squadra lunga con le linee distanti e nessun collante. Non è solo una questione di qualità tecnica, e questa è la nostra lettura: Maggiore e Mendicino sono apparsi in affanno, ma quello che manca è l'impatto, la presenza.
Dalla società, per ora, nessuna rivoluzione: si va avanti con Rastelli, e dopo la partita Mogoș ha detto «il mister non si tocca». Non sembra uno scollamento tra spogliatoio e allenatore, ma qualcosa che non va c'è, e le colpe vanno divise: con l'allenatore risponde anche il direttore generale Pierpaolo Marino, che in estate ha ricostruito la squadra dopo la retrocessione in Serie C.
Lunedì 9 novembre alle 20:45 al Curcio contro il Picerno, già eliminato da noi in Coppa, un'altra brutta prova potrebbe cambiare lo stato delle cose. Dopo un mese così, a Rastelli la piazza non chiede più una buona mezz'ora.
Il video ufficiale
Fonte: Borderline24



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