Firenze, Bremer torna al centro e Cabal chiede una maglia: Spalletti sceglie chi ha ancora benzina
Dopo l'1-2 di Alkmaar la Juve è rientrata a Torino a notte fonda. Al Franchi non andrà la formazione migliore, ma quella con più energie: Vicario in porta, Bremer di nuovo dentro, McKennie verso il recupero.

Al Franchi non andrà la Juve migliore. Andrà quella che ha ancora qualcosa nelle gambe. È il criterio che Luciano Spalletti e il suo staff devono seguire per domenica alle 20:45, perché la squadra è rientrata dall'Olanda in quella fascia oraria a metà tra la notte fonda e il primo mattino, dopo l'1-2 all'AZ. Il tempo per recuperare e preparare Fiorentina-Juventus è poco, e va usato con il bilancino.
Abbiamo già visto come può finire. Dopo la trasferta di Vigo l'Europa League presentò il conto: sforzo in campo, logistica complicata, tempi stretti. La partita successiva fu lo 0-3 con la Lazio del 18 ottobre, la prima vittoria biancoceleste a Torino dal 7 maggio 1995. Stavolta l'esperienza c'è, e il fatto che proprio quel tonfo venga ricordato alla vigilia di Firenze dice quanto pesi ancora.
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In porta resta Vicario. Davanti a lui dovrebbe rientrare Bremer, lasciato a rifiatare ad Alkmaar, con Lucumí e Gatti chiamati agli straordinari ai suoi fianchi e Kelly più indietro nelle gerarchie. Poi c'è Rugani: è fuori dalla lista Uefa, in campionato non ha ancora giocato un minuto ed è difficile che cominci al Franchi. In una stagione in cui Spalletti ha detto «siamo in 13», un centrale in rosa che a novembre non ha mai visto il campo è una domanda da girare a chi la rosa l'ha costruita, cioè a Frederic Massara e Marco Ottolini.
Sugli esterni Spalletti ha ritrovato Cabal, protagonista in positivo contro il Napoli, uscito con i crampi. Viene da un lungo periodo senza giocare e va dosato, ma si ricandida a partire dal primo minuto. A Firenze può rispondere sul campo dopo il finale di Alkmaar, quando l'allenatore se l'è presa con lui per due errori che potevano costare il 2-2. Çelik invece difficilmente ci sarà: ha ricominciato a lavorare in campo ma non con il gruppo, e il rientro più probabile è dopo la sosta. A destra c'è Kalulu, già il giocatore con più minuti di tutta la rosa, davanti persino a Vicario. Dice molto di quanto conti per Spalletti. Dice anche quanto sia corta la coperta.
In mezzo la notizia è McKennie, rimasto a Torino per un affaticamento muscolare e ora verso il recupero: sarà valutato. Con Locatelli operato e fuori per 5-6 mesi, il numero 22 non è un'opzione in più, è una delle poche che restano.
L'ultima prima della sosta
Firenze chiude il tour de force prima della pausa per le nazionali, dal 9 al 17 novembre. La Juve ci arriva settima con 17 punti, a sei dal Como quarto, e nello stesso turno si giocano Inter-Como e Napoli-Lazio. La Fiorentina di Vanoli è sedicesima con 8 punti e 23 gol subiti, ma viene dal 4-2 al Sassuolo e avrà il Franchi pieno nei 22-23mila posti che il cantiere consente. Arbitra Colombo di Como. Ad Alkmaar abbiamo concesso 18 tiri: con le gambe pesanti, contro una squadra che corre, è il primo dato da tenere a mente.
Dopo domenica qualcuno avrà davvero il tempo di riposare: il Brasile non ha convocato Douglas Luiz e Bremer, Klopp ha lasciato fuori Woltemade. Prima però c'è il Franchi. E lì si capirà se Vigo ci ha insegnato qualcosa.
Fonte: Tuttosport



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