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Cabrini difende Kolo Muani: «Ha faticato persino Platini nei primi sei mesi»

Nel giorno di Genoa-Juventus, Cabrini chiede tempo per il numero 9, che in campionato ha segnato solo a Cagliari, e mette il dito su un problema più grande: questa squadra non ha ancora una fisionomia.

Lo stadio Allianz Stadium di Torino
Lo stadio Allianz Stadium — Foto: archistadia.it

«Ha faticato persino Platini nei primi sei mesi». Per chiedere pazienza su Kolo Muani, Cabrini sceglie il paragone più pesante che esista. Lo fa nel giorno di Genoa-Juventus, alle 20:45 di oggi al Ferraris, e il momento non è casuale: il francese ha un solo gol in campionato, a Cagliari. A Lecce ha perso sette palloni, non ha riuscito nessuno dei tre dribbling tentati ed è uscito dopo poco più di un'ora per Boga. «Bisogna dargli tempo, altrimenti ogni anno bisogna ricominciare tutto da capo. E non mi riferisco solo all'attacco».

Cabrini allarga il discorso alla stagione passata del numero 9: «Su Kolo, poi, ricordiamoci la stagione scorsa: ha faticato anche a trovare spazio al Tottenham, ora deve solo riprendere confidenza con un ritmo partita sostenuto. Bisogna avere fiducia». E sulla maglia aggiunge: «Il calcio di oggi è differente dal mio, ma una cosa non cambia mai: la pressione che ti mette addosso la maglia della Juve. Quella non tutti la sanno sostenere, ma non si può giudicare in via definitiva Kolo Muani per due mesi complicati».

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Sul punto generale ha ragione lui. Una squadra che ogni estate rifà mezza rosa non costruisce niente, e quest'estate sono arrivati Vicario, Grabara, Çelik, Lucumí, Alajbegović, Woltemade, Sarr e Boga, più i ritorni di González, Rugani e dello stesso Kolo Muani. Anche il discorso sulla Serie A dura per gli attaccanti ha un fondo vero: Woltemade in Europa League ha segnato tre gol in tre partite, in campionato non ha ancora segnato. E siamo ultimi in Serie A per percentuale di tiri presi dall'interno dell'area, che è un problema di squadra prima che del centravanti. Però Kolo Muani non è un nuovo arrivato che deve ambientarsi: questa maglia l'aveva già portata. Il paragone con Platini, poi, assolve in anticipo: dice che si può partire piano, non che si arriverà. La nostra lettura è che in società la pazienza abbia un limite già segnato in calendario. A gennaio il primo nome per l'attacco è Balogun del Monaco, valutato circa 50 milioni, anche se una proposta non c'è ancora.

La critica più netta di Cabrini però non riguarda un giocatore. «Il fatto che non abbia ancora una fisionomia chiara: ha cambiato tanto nel mercato estivo e allo stesso tempo anche gli infortuni pesano. Non poco. Però il fatto che la formazione cambi di partita in partita non è mai un segnale buonissimo». Il 3-5-2 con due punte è arrivato solo a Lecce, dopo lo 0-3 con la Lazio, e Spalletti ha negato che l'abbiano chiesto i giocatori: «Mai». Al Ferraris si va verso l'undici di Lecce, ma col ballottaggio fra Gatti e Alajbegović, quello che può cambiare il modulo. Dopo otto giornate l'assetto della Juve dipende ancora da un ballottaggio.

Senza Yıldız

Sugli infortuni Cabrini non cerca scuse, ma un nome lo fa: «Chiaramente l'uomo che sta mancando di più è Kenan Yildiz: immaginate un'Inter senza Lautaro da inizio campionato, una Roma senza Malen, un Como senza Nico Paz...». Il numero 10 è fermo dall'operazione di fine agosto al quinto metatarso del piede sinistro. Tornerà in gruppo tra la seconda metà e la fine di novembre e sarà in piena condizione solo tra metà e fine dicembre. Oggi gli indisponibili sono otto: Locatelli, Çelik, González, Conceição, Yıldız, Thuram, Ekhator e Grabara. La sfortuna però non spiega tutto. Sedici giocatori passati dall'infermeria in stagione e nove responsabili della preparazione atletica dal 2019 sono una questione che riguarda il club, non il caso.

Le priorità di Cabrini sono la fiducia in Spalletti, la pazienza con Kolo Muani e rinforzi di livello tra gennaio e l'estate. Dopo la Lazio vede «un pochino di serenità» e legge Rennes e Lecce come «risposte incoraggianti». È una serenità da prendere con le misure: a Lecce, nella ripresa, i tiri sono stati 12 a 4 per i padroni di casa. Siamo sesti con 14 punti, a 6 dal Como quarto, e Spalletti è stato confermato il 19 ottobre «per ora». Al Ferraris Cabrini chiede «una prestazione migliore, ma soprattutto tre punti che sarebbero oro».

Domenica 1° novembre alle 20:45 all'Allianz Stadium arriva il Napoli. Cosa vale la pazienza chiesta per Kolo Muani si vede in queste due partite.

Fonte: Tuttosport

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