Conte direbbe sì alla Juve anche a stagione in corso: Spalletti resta, ma la fiducia è legata ai risultati
Chi conosce Antonio Conte lo dà disposto a tornare in bianconero senza aspettare giugno. La società non ha avviato contatti per un sostituto e tiene Spalletti, con Pioli sullo sfondo. Il primo esame è giovedì alle 18:45 con il Rennes.

Antonio Conte, stando a chi lo conosce, sarebbe disposto a tornare alla Juventus anche a stagione in corso. È il dato nuovo di una giornata in cui la panchina di Luciano Spalletti resta al centro di tutto: la società conferma la fiducia al tecnico, ma la lega ai prossimi risultati, e per ora non ha avviato contatti per individuare un eventuale sostituto. Non è una trattativa: è uno scenario. Però cambia il peso del nome che gira dal dopo-partita di domenica.
Il quadro da cui si parte è quello dello 0-3 con la Lazio di domenica 18 ottobre all'Allianz Stadium: Provstgaard al 37', Isaksen al 66', Dele-Bashiru all'89', ottavo posto con 11 punti dopo 7 giornate, Inter e Lazio a 19. Spalletti è il sesto allenatore bianconero degli ultimi otto anni, e i suoi numeri dicono 65 punti conquistati su 108 disponibili, una media di 1,81 a partita, leggermente superiore a quella di Thiago Motta e di Igor Tudor. È il punto che ci interessa di più: una media appena sopra quella dei due predecessori esonerati non è un argomento a favore, è la fotografia di una Juve che cambia tecnico e non cambia passo.
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A preoccupare, oltre alla classifica, è il clima dentro la squadra. Le parole di Bremer dopo la Lazio, «c'è chi si nasconde quando sente i fischi, chi ha paura», e la reazione di Conceição alle sostituzioni a Vigo, con i sedili colpiti al 64' e i minuti passati negli spogliatoi, sono i due segnali di un rapporto tra allenatore e gruppo che deve ritrovare equilibrio. Il vicecapitano si è già scusato con i compagni, su richiesta di Spalletti, e si parla di una multa. Ma lo strappo è avvenuto in pubblico, e in pubblico resta.
Sullo sfondo c'è Stefano Pioli, l'alternativa che alla Continassa viene considerata davvero. Conte invece è il nome che accende la piazza: nel sondaggio online del 19 ottobre il 66% di circa 14mila votanti ha indicato lui. Fino a ieri il discorso era fermo lì, a un desiderio dei tifosi e a una dirigenza che guardava altrove. Oggi si aggiunge la disponibilità dell'interessato, almeno secondo chi gli sta vicino. Sono due piani diversi e vanno tenuti separati: chi ha costruito questa dirigenza nell'estate 2026, Giovanni Carnevali come amministratore delegato e Frederic Massara all'area sportiva, non ha cercato nessuno. Non ancora.
La nostra lettura è che il margine d'errore di Spalletti si sia ridotto a una partita, forse due. Il contratto fino a giugno 2028 pesa sui conti di un club che ha chiuso il bilancio 2025/26 con una perdita netta di 66 milioni e porta all'assemblea del 3 novembre un aumento di capitale fino a 250 milioni: cambiare allenatore adesso costerebbe, e non poco. Però la storia recente della Juve dice che a Torino le fiducie «per ora» durano quanto il risultato successivo. E la domanda che ci portiamo al bar è semplice: se Conte è disponibile subito e Pioli è pronto, che cosa sta aspettando la società, un'altra serata come quella con la Lazio?
Il calendario non concede tempo. Giovedì 22 ottobre alle 18:45 arriva il Rennes all'Allianz Stadium per l'Europa League, senza Conceição, con il 3-4-1-2 provato alla Continassa e due centravanti insieme. Poi domenica 25 ottobre alle 18 il campionato riprende a Lecce. Due partite per capire se la fiducia della società si trasforma in conferma concreta, o se il nome che oggi è solo uno scenario diventa un dossier aperto sul tavolo di Carnevali.
Fonte: Calciomercato




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