Icardi si offre, la Juve è la pista più concreta: un 33enne svincolato per la squadra che cerca giovani italiani
L'Inter gli ha chiuso la porta e l'attaccante classe 1993, senza squadra dalla fine dell'esperienza al Galatasaray, guarda a Torino: ingaggio ridotto e Spalletti come garanzia. Ma l'idea va contro tutto quello che la società ha detto finora sul mercato.

Mauro Icardi vuole tornare in Serie A, e in questo momento la strada più percorribile porta alla Juventus. Il centravanti classe 1993 è svincolato da giugno, quando si è chiusa la sua esperienza al Galatasaray. È disposto a tagliarsi nettamente l'ingaggio pur di rimettersi in gioco in Italia. L'asse con Torino potrebbe scaldarsi nelle prime settimane di gennaio, quando riapre il mercato. Da svincolato, però, Icardi è uno dei pochi giocatori che si possono tesserare anche fuori dalla finestra.
Torino non era la sua prima scelta. Icardi si era proposto più volte all'Inter: si sarebbe ridotto drasticamente lo stipendio e avrebbe accettato persino di fare la quinta punta nelle gerarchie di Chivu. La risposta è arrivata da Giuseppe Marotta prima della partita con il Feyenoord: «È una considerazione piacevole di un giocatore che ha dato molto all'Inter, ma onestamente non rientra nei nostri piani, così come quello di acquisire un'altra punta». Chiusa Milano, l'entourage si è rivolto alla Juve.
Il nome che tiene insieme tutto è Luciano Spalletti. I due hanno lavorato insieme all'Inter, dove l'allenatore ha valorizzato l'argentino, e oggi Spalletti cerca un 9. Il bisogno esiste, e lo dicono i numeri. Kolo Muani, costato 50 milioni, ha segnato un solo gol in Serie A: ad Alkmaar ha fatto un gol e un assist, ma pochi giorni prima, col Napoli, lo Stadium lo aveva fischiato. Woltemade ha segnato 3 gol in 4 partite di Europa League e nessuno in campionato. Siamo settimi con 17 punti e 13 gol fatti in dieci giornate: una squadra che vuole tornare fra le prime quattro non può aspettare che i suoi centravanti si sblocchino a turno.
Il conto che non torna
Qui sta il nostro dubbio. Dopo Alkmaar, dalle parti di Frederic Massara e Marco Ottolini si è parlato di «nucleo italiano». I nomi che circolano per gennaio sono Raimondo, Inacio, Balogun, Sorloth e Raum, e la linea dichiarata è cercare giovani italiani. Icardi non è né giovane né italiano. All'assemblea del 3 novembre Giovanni Carnevali ha detto che a gennaio non ci sarà nulla di «straordinario», per via del settlement agreement con la Uefa. In più la Juve ha già il monte ingaggi più alto della Serie A, 142 milioni, e un bilancio 2025/26 chiuso a -66. L'aumento di capitale fino a 250 milioni aiuta, ma Stefano Cerrato ha spiegato che tra il 45 e il 50% servirà a rafforzare il patrimonio.
Un ingaggio ridotto rende l'operazione più leggera, non per forza coerente. Al bar la domanda è semplice: ci serve un centravanti che segni subito, o un altro nome che ci costringe a rimandare il progetto annunciato in estate? Se la risposta è Icardi, chi ha costruito la rosa dovrà spiegare perché a novembre il reparto offensivo ha già bisogno di un rinforzo d'esperienza, dopo un mercato che ha portato Woltemade e riportato Kolo Muani.
Per ora resta un'idea. Domani alle 20:45, al Franchi, l'attacco è ancora quello che c'è: Woltemade in mezzo, Kolo Muani accanto, e una Fiorentina che ha appena ritrovato la vittoria. Dopo c'è la sosta, e il quarto posto è a sei punti.
Fonte: Sportmediaset




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