Paratici ritrova la Juve al Franchi: cinque anni dopo, della sua squadra non è rimasto quasi nulla
Domani alle 20:45 il direttore sportivo della Fiorentina ritrova la Juventus che aveva costruito. In bianconero nel frattempo sono cambiati allenatori, dirigenti e quasi tutta la rosa.

Paratici ritrova la Juventus da avversario e quasi non la riconosce. Cinque anni dopo il suo addio, della squadra che aveva costruito non è rimasto quasi nulla. Domani alle 20:45, al Franchi, guarderà dalla parte viola una Juve rifatta da cima a fondo, in panchina, in società e in campo.
Il conto delle panchine basta da solo. Dal 2019 a Torino si sono seduti Sarri, Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e Spalletti: sei allenatori in sette stagioni. Ai piani alti l'ultimo rimpasto è dell'estate 2026. Giovanni Carnevali è amministratore delegato e direttore generale dal 12 giugno, Frederic Massara guida l'area sportiva, Marco Ottolini è il direttore sportivo. Damien Comolli e François Modesto sono già andati via. Lo stesso mercato estivo ha cambiato la rosa: sono partiti Vlahovic, a fine contratto, e Rabiot, passato al Milan, e sono arrivati Vicario, Lucumí, Alajbegović, Woltemade, Sarr e Boga.
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Una Juve che ricomincia ogni volta La domanda che ci facciamo è questa: quante volte si può ripartire da zero senza smarrire la strada? L'ultimo scudetto è quello del 2019-20, e da allora ogni crisi ha prodotto una rifondazione invece di una correzione. Paratici è uno dei nomi di quell'epoca. Ritrovarlo dall'altra parte, mentre noi siamo settimi con 17 punti e il quarto posto del Como è a sei lunghezze, ricorda quanto è stato lungo questo ciclo di cambi e quanto poco ha reso. Il bilancio 2025/26 si è chiuso a -66 milioni, la nona perdita consecutiva: i continui ripensamenti hanno avuto anche un costo.
La sua Fiorentina, intanto, ha i problemi di una squadra giovane. È sedicesima con 8 punti, ha subito 23 gol in dieci giornate e in casa, in campionato, non vince dal 13 aprile. Però viene dal 4-2 al Sassuolo e ha in Mastantuono e Njie due giocatori da tenere d'occhio. Vanoli pensa a Oulai al posto di Fagioli, un altro ex bianconero. Noi arriviamo dall'1-2 di Alkmaar e dal 2-0 al Napoli, senza Locatelli e Cambiaso.
Al Franchi l'ex costruttore non ritroverà la sua Juve. Ritroverà quella di Spalletti, che deve ancora dimostrare di essere qualcosa di più dell'ennesima ripartenza. Domani sera, nell'ultima partita prima della sosta, si vedrà se i due risultati utili di fila possono diventare tre.
Fonte: La Gazzetta dello Sport




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