Nove bilanci in rosso e un allenatore alla volta sul banco: il conto della Juve non si chiude in panchina
Dal 2017-18 la Juventus non ha chiuso un solo esercizio in attivo. Oggi Spalletti compie un anno, la squadra va in ritiro e il processo riguarda di nuovo soltanto lui.

Nove. Sono i bilanci consecutivi che la Juventus ha chiuso in perdita dal 2017-18. L'ultimo, quello del 2025/26, segna -66 milioni, con ricavi scesi a 474,7 milioni (-10,4%) e un monte ingaggi da 142 milioni, il più alto della Serie A. Eppure ogni volta che la squadra cade il conto arriva a una persona sola, chi siede in panchina. Succede anche oggi, venerdì 30 ottobre, giorno in cui Luciano Spalletti compie un anno alla Juventus e da stasera porta la squadra in ritiro alla Continassa fino al Napoli.
Sia chiaro, Spalletti le sue responsabilità le ha. Ha la stessa media punti di Thiago Motta. Dopo il 2-0 di Genova la Juve è ottava con 14 punti, a -6 dal quarto posto e a -11 dalla vetta, e la frase «ammesso che questi calciatori ce l'abbiano» l'ha detta lui, non qualcun altro. Chi allena risponde delle scelte, e quelle del Ferraris non hanno funzionato.
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Il punto però è un altro. Igor Tudor è stato esonerato con 12 punti dopo otto giornate, e un anno dopo siamo a 14 dopo nove. Cambiano gli allenatori, i numeri restano quelli. Nell'estate 2026 la dirigenza è stata rifatta: Giovanni Carnevali amministratore delegato dal 12 giugno, Frederic Massara all'area sportiva, Marco Ottolini direttore sportivo, mentre Damien Comolli e François Modesto se ne sono andati. La squadra scesa in campo a Genova viene da quel mercato. Woltemade è arrivato in prestito dal Newcastle l'ultimo giorno della sessione e in Serie A non ha ancora segnato. Kolo Muani, tornato quest'estate, in campionato ha un gol in otto partite da titolare. E prima di loro c'è Douglas Luiz, pagato 50 milioni nel 2024, che il primo gol in bianconero l'ha fatto a Lecce alla 38ª presenza.
Il conto che non si vede dalla panchina
Ci sono poi i problemi che nessun modulo risolve. In stagione sono passati dall'infermeria 16 giocatori, e a Genova ne mancavano otto, compreso il capitano Locatelli fermo per il menisco. Dal 2019 la preparazione atletica ha cambiato nove responsabili. Il passaggio al 3-5-2, dopo la Lazio, non ha cambiato un dato: la Juve è ultima in Serie A per percentuale di tiri concessi da dentro l'area. Questi non sono difetti di un allenatore arrivato un anno fa. Sono il risultato di come il club è stato gestito per anni.
Anche fuori dal campo i numeri sono questi. I tifosi sono 7,741 milioni, 123mila in meno dell'anno prima: è il secondo calo di fila. Martedì 3 novembre l'assemblea degli azionisti vota un aumento di capitale fino a 250 milioni, dopo nove esercizi in rosso.
La domanda che ci portiamo allo Stadium è semplice: se dopo il Napoli salta anche Spalletti, chi risponde della rosa? I nomi per la panchina girano già, da Pioli a Conte. Ma un altro cambio di allenatore, senza che nessuno renda conto di chi ha costruito la squadra, sarebbe il decimo anno di fila con lo stesso copione. Domenica alle 20:45 contro il Napoli, che ha i nostri stessi 14 punti, si gioca la panchina di Spalletti. Due giorni dopo l'assemblea vota sui soldi.
Fonte: la Repubblica



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