Koulibaly: «Sarri era severissimo, ripeteva che non potevo essere un buon difensore»
L'ex centrale, oggi all'Al-Hilal, ricorda in un podcast saudita gli anni al Napoli: l'arrivo voluto da Rafa Benítez, la pressione di una città intera e il rapporto duro con Maurizio Sarri.

Kalidou Koulibaly, oggi all'Al-Hilal in Arabia Saudita, è tornato sui suoi anni al Napoli ai microfoni del podcast saudita "The Mo Show". Racconta che fu Rafa Benítez a chiamarlo in azzurro, in un contesto di pressione altissima: "lì c'è solo una squadra per una città di 3 milioni di persone", che pensava solo al Napoli e voleva vincere trofei e vedere gli azzurri tornare in Champions League. Il primo anno, dice, fu difficile perché non si sentiva ancora pronto a un salto così grande; poi la crescita, fino a quello che definisce il periodo migliore della sua carriera, da quando cambiò il modo di curare il proprio corpo.
Koulibaly si sofferma sul rapporto con Maurizio Sarri, che parlava solo italiano con un accento toscano difficile da capire e senza interprete: la lingua la imparò a scuola, aiutato ogni giorno da Ghoulam, suo amico stretto, e da Jorginho. Sarri, racconta, era "molto duro e severo" e gli ripeteva sempre la stessa frase, "Kouli non può giocare in quel modo, non può essere un buon difensore". Una severità che dice di aver trasformato in stimolo, fino a riconoscere: "è anche grazie a Sarri se sono diventato quello che sono".
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Fonte: AreaNapoli




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