Manna: «Siamo probabilmente alla fine di un ciclo». Lo diceva a settembre, prima del Napoli settimo
Nell'intervista registrata a settembre e uscita oggi, il direttore sportivo racconta che nel 2024 pensava a Gasperini e Conte, difende la scelta di Allegri e indica i playoff come traguardo in Champions. Rilette a fine ottobre, quelle parole pesano più di allora.

«Dobbiamo cominciare a cambiare un pochino, perché siamo arrivati probabilmente alla fine di un ciclo che è iniziato con Spalletti». Giovanni Manna l'ha detto a settembre, ai microfoni del podcast «Colpi da Maestro». L'intervista è uscita oggi, il giorno dopo l'1-4 di Monza e tre giorni prima di Juventus-Napoli. In mezzo ci sono nove giornate di campionato che hanno cambiato il peso della frase: a settembre era un ragionamento sul futuro, oggi la legge una piazza che vede il Napoli settimo con 14 punti, a 11 da Lazio e Inter.
Il primo retroscena porta all'estate 2024, quando Manna ha firmato con il Napoli: «Nella mia testa c'erano Gasperini e Conte. Perché Antonio e Gasperini erano due figure forti». Su Conte usa parole di gratitudine piena: «Lo ringrazierò per tutta la vita. Mi ha fatto vincere uno scudetto, spero non sia l'ultimo». Racconta anche come è arrivato: a 36 anni, dopo il decimo posto, con una scelta della società che lui stesso definisce «importante e, per certi versi, anche un po' folle». Il primo contatto fu con Andrea Chiavelli, che gli disse: «O è veramente bravo oppure è un grande attore». Manna rispose: «Al massimo faremo un film».
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Poi arriva Allegri, che Manna conosce dai tempi della Juventus: «È una persona che dà tutto se stesso». E aggiunge: «Dopo Conte era importante avere una personalità, magari anche diversa, ma comunque forte, che lo spogliatoio, la piazza, il presidente possano riconoscere», per valorizzare un lavoro che secondo lui «non è interrotto, ancora per quest'anno sicuro». Le ambizioni erano misurate già allora: «Pensiamo di poter fare una buona stagione, magari toglierci qualche soddisfazione». Oggi il quarto posto, che è l'obiettivo dichiarato, è a sei punti: il Como ne ha 20. E domenica, all'Allianz Stadium dove i due hanno lavorato insieme, Allegri non sarà in panchina: sconta la seconda delle due giornate di squalifica prese dopo l'espulsione contro la Roma, e al suo posto ci sarà Marco Landucci.
L'annata «sfortunata» e l'asticella dei playoff
La frase che fa discutere di più è un'altra. Manna dice che Allegri, dopo il Milan, ha «voglia di rivincita. La stessa che abbiamo noi dopo un'annata un po' sfortunata come quella scorsa». Sfortunata è una parola generosa. La stagione 2025-26 si è chiusa al secondo posto con 76 punti e con la Supercoppa vinta 2-0 sul Bologna, ma anche al trentesimo posto nella fase campionato di Champions, con il 6-2 del PSV che resta la peggiore sconfitta europea della storia del club, e con l'eliminazione ai rigori contro il Como nei quarti di Coppa Italia. Un 6-2 non si spiega con la sfortuna. E se il dirigente che deve guidare il cambio di ciclo legge così l'anno scorso, è legittimo chiedersi quale diagnosi stia preparando su questo.
Sulla Champions, Manna fissa il traguardo senza giri di parole: «Cercare di arrivare ai playoff sarebbe già un risultato molto importante». Il Napoli oggi è 22° con 3 punti, dopo lo 0-1 con l'Arsenal, la sconfitta per 3-1 a Villarreal e il 4-3 al Bodø/Glimt, che è stato la centesima vittoria europea del club. Mercoledì 4 novembre alle 21 si gioca al Dragão contro un Porto ancora a zero punti. Dopo il trentesimo posto è un obiettivo onesto, ma va detto per quello che è: per una squadra che ha vinto due degli ultimi quattro campionati, «già molto importante» significa che l'asticella si è abbassata.
Resta la domanda che al bar si fa già da qualche settimana. Se il ciclo è «probabilmente» finito, chi decide cosa cambiare, e con quale allenatore? Il mercato riapre il 2 gennaio. Prima ci sono la Juventus domenica alle 20:45 e il Porto: la Juventus è quella di Spalletti, l'allenatore da cui Manna fa partire il ciclo, e ha i nostri stessi 14 punti.
Fonte: AreaNapoli




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