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Più di trenta diagnosi e una caviglia ancora senza data: il Napoli va dalla Juventus con mezza difesa in infermeria

Messe in fila, le diagnosi della stagione azzurra vanno dal menisco al tendine d'Achille, fino all'ernia. Domenica alle 20:45 all'Allianz Stadium mancano Neres, Badiashile e Spinazzola, Lobotka è in dubbio, e su quattro difensori su dieci non si può contare.

Più di trenta diagnosi e una caviglia ancora senza data: il Napoli va dalla Juventus con mezza difesa in infermeria
Più di trenta diagnosi e una caviglia ancora senza data: il Napoli va dalla Juventus con mezza difesa in infermeria — Grafica Arena Napoli

Intervento al menisco, lesione all'adduttore, pubalgia, frattura del metatarso, frattura della mano, tendinopatia acuta al tendine d'Achille, lesione di alto grado del retto femorale, ernia inguinale. E si può andare avanti per più di trenta voci. Se si mettono in fila le diagnosi che hanno colpito il Napoli in questa stagione, non sembra il referto di una squadra di calcio. Sembra il programma di un corso di ortopedia. Quella lista non è una curiosità da sfogliare: spiega una parte del nostro ottobre.

L'ultima voce porta il nome di Lobotka. A Monza è uscito in barella al 17' e il club ha comunicato un trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra, senza indicare i tempi di recupero. Landucci non si è nascosto: «Temiamo di averlo perso per un po'». Per la Juventus è in dubbio, e a Torino la regia è il primo problema da risolvere.

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La difesa è il reparto che sanguina di più

Il conto più pesante, però, è dietro. In rosa ci sono dieci difensori, e quattro sono fermi. Buongiorno è stato operato al menisco e si rivede a gennaio. Badiashile, arrivato in prestito dal Chelsea, ha una lesione distrattiva di medio grado al retto femorale destro: si era fermato di nuovo all'inizio della ripresa del 3-3 con la Roma. Spinazzola ha una lesione di basso grado al bicipite femorale destro, Favasuli dovrebbe rientrare per il Torino, il 21 novembre. A Landucci restano Rrahmani, Rafa Marín, Olivera, Di Lorenzo, Beukema e Marianucci. Di Lorenzo, peraltro, si porta dietro dal Bodø/Glimt una contusione al ginocchio. In una squadra che ha già preso 11 gol in 9 giornate di campionato, non è un dettaglio.

C'è un dato che dice quanto conta avere tutti a disposizione. Con Rrahmani in campo il Napoli subisce fra 0,69 e 0,72 gol a partita, senza di lui circa 1,7. Contro la Roma era fuori per influenza ed è finita 3-3. Un difensore che manca qui non pesa per la statistica: si vede nel risultato.

Davanti non va meglio. Neres ha una lesione al semimembranoso destro, salta Juventus e Porto e dovrebbe tornare con la Lazio l'8 novembre: dall'estate 2024 ha 61 presenze e otto infortuni in tre stagioni. Alisson Santos è atteso per il Sassuolo, il 29 novembre. McTominay ha saltato tutto settembre per un'aritmia, Vergara è rientrato solo ieri dopo il problema con la Nazionale contro la Turchia.

Fin qui la cronaca. Ora la domanda che al bar si fa sottovoce e che va fatta ad alta voce: è solo sfortuna? Una frattura o una botta non dipendono da nessuno. Lesioni muscolari che si ripetono, ricadute, giocatori che si fermano «di nuovo» sono un'altra faccenda. Su questo il club finora non ha dato una spiegazione, e quel silenzio pesa quanto le diagnosi. Chi costruisce la rosa, poi, dovrebbe rispondere anche di una scelta: puntare su giocatori con una storia di infortuni come quella di Neres significa mettere in conto che una parte della stagione la passeranno in infermeria.

Il Napoli è settimo con 14 punti, a sei dal Como quarto, e viene da tre risultati utili consecutivi. L'1-4 di Monza ha dimostrato che anche con la rosa corta la squadra sa fare male. Ha dimostrato anche che dietro si concede: 12 tiri, 5 nello specchio, a una squadra che aveva 7 punti. Domenica alle 20:45 all'Allianz Stadium Landucci deve inventarsi un centrocampo e una difesa con quello che è rimasto. Mercoledì c'è il Porto, l'8 novembre la Lazio al Maradona.

Fino ad allora, ogni allenamento è un rischio in più.

Fonte: Il Napolista

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