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«Abbiamo dominato»: dopo il 3-2 di Old Trafford, nello spogliatoio Gasperini non rimprovera la squadra

Dopo la sconfitta con il Manchester United l'allenatore non ha alzato la voce. Ha parlato di dominio e di sconfitte che fanno crescere. Domani alle 20:45 c'è il Sassuolo all'Olimpico, e quella lettura della partita va messa alla prova.

Gasperini con la maglia del Roma
Gasperini con la maglia del Roma — Foto: tuttomercatoweb.com

«Abbiamo dominato». Sono le parole che Gian Piero Gasperini ha detto nello spogliatoio di Old Trafford, a sconfitta appena maturata. Non ha urlato e non ha rimproverato nessuno. Ha caricato i giocatori e ha spiegato che sconfitte del genere possono aiutare e fanno parte del percorso di crescita. È il retroscena di una notte che alla piazza ha lasciato tutt'altro che la sensazione del dominio.

Il punto di partenza ha una sua parte di verità. La Roma era avanti 2-0 dopo 17 minuti, con Soulé all'11' su assist di Mora e Malen su rigore al 17'. Al 45' Soulé ha preso un legno, e la partita poteva chiudersi lì. Poi la ripresa: Fernandes su rigore al 58', un rigore fatto ripetere dopo la parata, e Cunha due volte, all'83' e all'86'. Dal primo all'ultimo gol inglese passano 28 minuti. Gli ultimi due arrivano a tre minuti di distanza.

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Il capitano la racconta in un altro modo

Qui sta il punto che non torna. Il rigore del 2-1 ha fatto discutere, e lo stesso Gasperini se l'è presa con il metro europeo: «In Europa danno ancora i rigorini. È una cosa che dà fastidio». Ma Bryan Cristante, che quel rigore l'ha definito «molto dubbio», non si è nascosto dietro l'episodio: «Ci siamo abbassati un po' troppo». Uno parla di dominio, l'altro di una squadra che indietreggia. E il problema non è nuovo: contro il Real Madrid la Roma era avanti di due gol ed è finita 3-4. In campionato abbiamo già preso 5 gol nei primi cinque minuti del secondo tempo, contro i 4 di tutta la scorsa stagione.

Capiamo la scelta di non bruciare la squadra in un momento in cui i titolari mancano. Svilar torna solo a Parma il 21 novembre, Dybala salta la settima partita di fila, Rensch ha una lesione di primo grado all'adduttore, Pellegrini rientrerà solo nel 2027. Proteggere il gruppo dopo nove partite in 27 giorni è un mestiere, e Gasperini lo conosce. Il dubbio che ci portiamo al bar è un altro: se il messaggio è che abbiamo dominato, chi si prende la responsabilità della ripresa? Due vantaggi di due gol buttati in Champions non sono sfortuna. Sono una cosa che si ripete. Gasperini sta chiedendo a D'Amico un'ala sinistra, un esterno e un centrocampista per gennaio: anche lui, quindi, sa che non basta dire che abbiamo dominato.

Domani si torna in campionato contro un Sassuolo diciassettesimo con 8 punti, che contro Lazio e Fiorentina ha preso dieci gol e arriva senza Berardi e Volpato. La Roma è terza a 24, un punto dietro l'Inter e quattro dietro la Lazio, con il Como a 23 subito alle spalle. Vincendo si sale a 27, e domenica alle 12:30 la capolista gioca a Napoli. Con ogni probabilità in porta ci sarà Vásquez, con Gollini ancora fermo per la schiena.

Dopo ci sarà la sosta, che servirà a recuperare energie e infortunati. Prima però ci sono novanta minuti all'Olimpico contro una squadra di bassa classifica: proprio la partita in cui la piazza non perdona una Roma senza ritmo. Se il dominio di Old Trafford era vero, domani deve durare anche dopo l'intervallo.

Fonte: Forzaroma.info

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