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I numeri della Roma capolista: pressing, dribbling e appena tre gol subiti

Cinque giornate, tredici punti, primato in classifica per differenza reti: prima ancora della classifica, sono i numeri di squadra a dire che questa Roma recupera palla come nessun'altra e la usa meglio di chiunque altro finora.

I numeri della Roma capolista: pressing, dribbling e appena tre gol subiti
I numeri della Roma capolista: pressing, dribbling e appena tre gol subiti — Grafica Arena Roma

La Roma è prima con 13 punti in 5 giornate: 4 vittorie, un pareggio, nessuna sconfitta, 14 gol fatti e appena 3 subiti. Inter e Lazio sono ferme agli stessi 13 punti, ma la Roma resta davanti per differenza reti ed è l'unica delle tre squadre di vertice ancora imbattuta. Detto questo, cinque giornate sono poche per tirare conclusioni definitive: quello che conta di più, a questo punto della stagione, non è il primo posto in sé ma come la squadra ci è arrivata.

Cosa c'è sotto il primo posto

Il dato più interessante non è la classifica ma il modo in cui la Roma recupera palla e la usa. È la squadra con più palloni intercettati del campionato e la seconda per contrasti vinti; ha anche l'indice di pressing più aggressivo (PPDA) tra i cinque principali campionati europei, un dato in cui fa peggio persino il Real Madrid di Mourinho. E quando il pallone è tra i piedi, la differenza si vede altrettanto: la percentuale di dribbling riusciti è salita dal 39,2% dello scorso campionato al 61,73% di oggi, primato in Serie A davanti a Inter, Como, Torino e Lazio.

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Sui singoli, i numeri raccontano una squadra che segna con più uomini. Malen è a 6 gol e un assist in cinque presenze, il marcatore principale; Koné ha firmato la doppietta che ha aperto il 2-2 con l'Inter, i primi gol della sua carriera da professionista, e viaggia appaiato a Soulé nei numeri di squadra: entrambi producono in media 2,6 dribbling riusciti a partita, sesto e nono posto della classifica generale di Serie A con 12 e 10 completati, oltre il 60% di efficacia ciascuno. La squadra ha segnato almeno due gol in dieci partite di campionato consecutive, record del club: non è una garanzia per il futuro, ma dice quanto la fase offensiva sia oggi distribuita e non affidata a un solo nome.

Dietro, il dato è altrettanto netto: appena 3 gol subiti in 5 giornate. L'unica nota stonata nel bilancio arriva dal fronte disciplinare, e riguarda la curva più che il campo: dopo Roma-Inter sono arrivate le prime ammonizioni stagionali per Ghilardi, Ndicka e Koulierakis, insieme a una multa di 3.000 euro per il lancio di due petardi dagli spalti.

Questi numeri vanno letti dentro un contesto preciso: la Roma è tornata in Champions League dopo sette stagioni di assenza, con oltre 50 milioni di euro di premi UEFA già garantiti prima ancora di giocare una gara del girone. Significa un calendario più pesante, non solo più prestigio. Dopo la sosta si torna in campo l'11 ottobre a Como, e da lì fino al 25 novembre arrivano undici partite in 45 giorni tra Serie A, Champions League e Coppa Italia: il primo vero banco di prova per numeri che finora hanno solo dovuto reggere un avvio, non un calendario fitto.

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