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«La squadra vuole rimanere lassù»: Hermoso, Molina e Mora dopo il Sassuolo

Dopo il 3-0 al Sassuolo parlano tre giocatori: Hermoso vuole restare in alto, Molina parla di umiltà, Mora di una squadra forte. Il campo dà loro ragione, ma per ora solo su una partita.

Nahuel Molina
Nahuel Molina — Foto: Bryan Berlin · CC BY-SA 4.0

Hermoso ha detto che «la squadra vuole rimanere lassù». Detta da chi ha aperto la partita al 27', ha il suo peso. Tre minuti dopo è arrivata l'autorete di Walukiewicz e la gara si è messa in discesa. Lassù vuol dire il secondo posto con 27 punti, uno meno della Lazio, con otto vittorie, tre pareggi e nessuna sconfitta in campionato dopo undici giornate. Hermoso ha usato il verbo giusto. «Vuole» dice cosa la squadra intende fare, non promette niente. E con la Lazio davanti, a Roma anche un punto di distanza basta a far discutere tutta la settimana.

Molina ha alzato il tono: «Questa squadra continua a lavorare con l'umiltà delle grandi». Sull'umiltà i fatti gli danno ragione. Dopo il 3-2 di Old Trafford una squadra poteva sfilacciarsi. Questa ha chiuso la partita senza subire gol, senza Svilar, Koné, Mancini e Dybala, ed è un dato che conta. Su «delle grandi» andiamo più cauti. È la parola che a Roma si pronuncia con le dita incrociate, perché lo scudetto manca dal 2001 e la piazza ha imparato a sentirsela dire troppo presto. Una vittoria netta con il Sassuolo non basta a dire che la Roma è una grande. Dice solo che sta giocando come una squadra che vuole diventarlo.

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Mora ha detto: «Quando sono arrivato qui pensavo che fossimo forti». In campo ha fatto più dei compagni che hanno parlato: al 58' ha segnato il terzo gol su assist di Malen e ha chiuso la partita. Al 66' Gian Piero Gasperini lo ha tolto per Pisilli. Il gol c'è, ed è la cosa che conta di più per un giocatore che si sta prendendo spazio in questa squadra.

Messe insieme, le tre frasi vanno nella stessa direzione e nessuna esagera. Si parla di lavoro, di voglia di restare in alto, di forza. Nessuno ha parlato di scudetto e nessuno ha fatto proclami, ed è giusto così, perché dopo undici giornate la classifica non decide niente. Il prossimo esame è Parma-Roma, sabato 21 novembre alle 18 allo Stadio Ennio Tardini. Lì si vedrà se «lassù» è un posto in cui la Roma riesce a restare, non solo uno in cui è arrivata.

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