«La squadra vuole rimanere lassù»: Hermoso, Molina e Mora dopo il Sassuolo
Dopo il 3-0 al Sassuolo parlano tre giocatori: Hermoso vuole restare in alto, Molina parla di umiltà, Mora di una squadra forte. Il campo dà loro ragione, ma per ora solo su una partita.

Hermoso ha detto che «la squadra vuole rimanere lassù». Detta da chi ha aperto la partita al 27', ha il suo peso. Tre minuti dopo è arrivata l'autorete di Walukiewicz e la gara si è messa in discesa. Lassù vuol dire il secondo posto con 27 punti, uno meno della Lazio, con otto vittorie, tre pareggi e nessuna sconfitta in campionato dopo undici giornate. Hermoso ha usato il verbo giusto. «Vuole» dice cosa la squadra intende fare, non promette niente. E con la Lazio davanti, a Roma anche un punto di distanza basta a far discutere tutta la settimana.
Molina ha alzato il tono: «Questa squadra continua a lavorare con l'umiltà delle grandi». Sull'umiltà i fatti gli danno ragione. Dopo il 3-2 di Old Trafford una squadra poteva sfilacciarsi. Questa ha chiuso la partita senza subire gol, senza Svilar, Koné, Mancini e Dybala, ed è un dato che conta. Su «delle grandi» andiamo più cauti. È la parola che a Roma si pronuncia con le dita incrociate, perché lo scudetto manca dal 2001 e la piazza ha imparato a sentirsela dire troppo presto. Una vittoria netta con il Sassuolo non basta a dire che la Roma è una grande. Dice solo che sta giocando come una squadra che vuole diventarlo.
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Mora ha detto: «Quando sono arrivato qui pensavo che fossimo forti». In campo ha fatto più dei compagni che hanno parlato: al 58' ha segnato il terzo gol su assist di Malen e ha chiuso la partita. Al 66' Gian Piero Gasperini lo ha tolto per Pisilli. Il gol c'è, ed è la cosa che conta di più per un giocatore che si sta prendendo spazio in questa squadra.
Messe insieme, le tre frasi vanno nella stessa direzione e nessuna esagera. Si parla di lavoro, di voglia di restare in alto, di forza. Nessuno ha parlato di scudetto e nessuno ha fatto proclami, ed è giusto così, perché dopo undici giornate la classifica non decide niente. Il prossimo esame è Parma-Roma, sabato 21 novembre alle 18 allo Stadio Ennio Tardini. Lì si vedrà se «lassù» è un posto in cui la Roma riesce a restare, non solo uno in cui è arrivata.




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