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Gasperini e i cinque marcatori diversi, Cristante e il «restare in alto»

L'allenatore parla di gol che arrivano da tutti, il capitano di classifica da difendere. Le parole reggono al tabellino, ma la ripresa di Udine racconta anche altro.

Udinese-Roma Gasperini: «Segniamo con tanti giocatori diversi». A Udine erano cinque
Udinese-Roma Gasperini: «Segniamo con tanti giocatori diversi». A Udine erano cinque — Grafica Arena Roma
Aggiornamento · 31 ott, 22:10

Sul calo della ripresa Gasperini ha dato una spiegazione precisa: quella di Udine era l'ottava partita in venti giorni, e più delle gambe sono mancate «l'attenzione e la concentrazione». Nell'intervallo la squadra si era detta di non subire gol, ma l'allenatore distingue i due: il primo è arrivato da fuori area, il secondo lo chiama «un brutto segnale», perché la Roma era schierata ed è rimasta «staccata». Il gol di Ghilardi ha anche un retroscena: il difensore era rimasto arrabbiato per una rete annullata di recente in Champions, e quella voglia di segnare, dice Gasperini, «gli è rimasta dentro». Sugli infortunati il tecnico non si sbilancia: «Vediamo questa settimana, sarà quella decisiva».

Cinque gol, cinque nomi diversi: Cristante, Mora, Malen, Ndicka, Ghilardi. Gian Piero Gasperini parte da qui e lo dice senza giri: «Segniamo di più e con tanti giocatori diversi ed è un grande segnale». Sulla seconda parte della frase il tabellino gli dà ragione: due centrocampisti, un attaccante e due difensori a segno nella stessa partita. Soulé ha servito due assist, per Malen e per Ndicka, e ha colpito un legno. Un minuto dopo ne ha colpito uno anche Malen. L'ultimo gol, al 90', l'ha fatto Ghilardi su assist di Castro, entrato al 59'.

Anche il «di più» trova conferma nei numeri: 27 gol in dieci giornate di campionato e 18 nelle ultime cinque partite ufficiali, fra Genoa, Slovan Bratislava, Napoli, Cagliari e Udinese. È un messaggio che entra dritto nel dibattito di questi giorni, con una parte della piazza che chiede un attaccante. Se segnano centrocampisti e difensori, il peso del singolo centravanti si alleggerisce. Ma il discorso non è chiuso: Dybala resta fermo fino al Sassuolo e il mercato riapre solo il 2 gennaio. Fino ad allora si possono tesserare soltanto svincolati. Il segnale di cui parla l'allenatore è vero, solo che la rosa per arrivare a gennaio resta questa.

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La frase di Gasperini guarda alla porta degli altri, ma il tabellino ricorda anche l'altra. La Roma era sul 4-0 al 37', poi è tornata a segnare solo al 90'. In mezzo sono arrivati i gol di Zaniolo al 50' e di Palma al 78'. In una partita chiusa nel primo tempo, la Roma ha subito due gol nella ripresa, e martedì il gol subito peserà più di uno segnato in più. Il «grande segnale» è reale. Nella stessa partita, però, è arrivato anche un avvertimento.

Bryan Cristante ha usato un altro registro: «Dobbiamo competere per restare in alto il più a lungo possibile». Il capitano ha segnato il gol dell'1-0, ha servito l'assist a Mora ed è stato ammonito al 60'. La sua frase non fissa un traguardo, ed è il tono giusto dopo dieci giornate. La Roma è terza con 24 punti, a uno da Lazio e Inter, con sette vittorie, tre pareggi e nessuna sconfitta. Quel «più a lungo possibile» passa da un calendario fitto. Martedì c'è Manchester United-Roma all'Old Trafford, in Champions League, ancora senza Svilar, Koné, Dybala e Pellegrini.

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