Domenica 1 novembre 2026 · Serie ASito non ufficiale dei tifosi giallorossi
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La Roma segna a raffica, ma dietro resta aperta: sette gol presi in tre gare

Cinque marcatori diversi e un attacco che non dipende da un solo nome. Però l'Udinese ha tirato più della Roma, e martedì all'Old Trafford questo conto va chiuso.

Udinese-Roma
Udinese-Roma — Foto: fanpage.it

Il numero da guardare è sette, non cinque: sono i gol presi dalla Roma nelle ultime tre partite ufficiali. Due a Udine, due con il Cagliari e tre a Napoli. Davanti la squadra di Gian Piero Gasperini segna con una facilità che da queste parti non si vedeva da anni. Dietro concede troppo, e Udine lo ha detto chiaro. L'Udinese ha chiuso con 15 tiri contro 14, sette in porta, sette calci d'angolo contro quattro. Dalla porta romanista sono arrivate cinque parate. Non è il ritratto di una partita controllata dall'inizio alla fine. È il ritratto di una squadra che ha vinto largo perché sotto porta è stata più precisa.

Il merito va detto per intero, perché è grosso. Hanno segnato in cinque: Cristante, Mora, Malen, N'Dicka e Ghilardi. Due di questi sono difensori, e vuol dire che i gol arrivano da tutta la squadra, non da un solo uomo. Con nove tiri in porta la Roma ha fatto cinque gol. Fra il 31' e il 37' ne ha messi tre, subito dopo i due legni di Soulé e Malen al 28' e al 29'. Soulé ha servito gli assist a Malen e N'Dicka, Cristante ha aperto le marcature e poi ha mandato in porta Mora. Con Dybala, Pellegrini e Koné fuori, questa è la notizia vera: l'attacco non dipende da un solo nome, e un mese fa non era scontato.

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Il punto debole sta nei minuti dopo. Dal 4-0 del 37' la Roma non ha più segnato fino al 90'. Intanto l'Udinese ha accorciato con Zaniolo al 50' e con Palma al 78'. Gli ultimi dodici minuti la Roma li ha giocati con due soli gol di vantaggio, dopo averne avuti quattro. Non è un dramma e nessuno qui lo fa passare per tale. Però è la terza partita di fila in cui la squadra prende almeno due gol, e una squadra che vuole restare lassù non può accettarlo.

Le scelte di Gasperini vanno lette in questa luce. Al 59' Castro è entrato per Malen ed è stato proprio lui a servire a Ghilardi il gol del 2-5 al 90': un cambio che ha funzionato. Al 79', un minuto dopo il 4-2, sono entrati Mancini per Soulé e Rensch per Wesley, all'84' Koulierakis per Hermoso. Un difensore al posto di un attaccante: l'allenatore ha visto la partita aprirsi e ha messo più gente dietro. È la risposta giusta per chiudere una gara. Il lavoro vero però va fatto in settimana, perché arrivare al 78' sul 4-0 e doversi ancora proteggere è una cosa da sistemare prima.

La classifica dice terzo posto con 24 punti, uno dietro Lazio e Inter, che hanno giocato una partita in meno. Ad avere fiducia in questa squadra la piazza fa bene, ma dopo dieci giornate non si fanno proclami. Martedì alle 21 c'è il Manchester United all'Old Trafford, ancora senza Svilar, Koné, Dybala e Pellegrini. Lì un attacco così può fare male a chiunque, ma sette gol presi in tre partite non si possono ripetere. Chi chiede rinforzi in porta e davanti sa che il mercato riapre solo il 2 gennaio e che fino ad allora si possono prendere solo svincolati. Fino a quel giorno la risposta deve arrivare da Trigoria, non da un nuovo acquisto. Daje, ma con la porta chiusa.

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