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Guastella: «Così com'è costruito, il Bari non vincerebbe i playoff». E a Rastelli chiede di più, senza invocare l'esonero

Salvatore Guastella ha giocato 94 partite con il Bari, dal 1983 al 1989. Il suo giudizio sulla squadra pesa più di qualsiasi richiesta di esonero, perché tocca la rosa intera. Domani alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese.

Bari-Scafatese | La conferenza stampa pre gara di mister Massimo Rastelli
Bari-Scafatese | La conferenza stampa pre gara di mister Massimo Rastelli — Foto: SSC Bari (canale ufficiale)

«Il gioco latita e la personalità pure». Con questa frase Salvatore Guastella, 94 presenze e due gol in biancorosso dal 1983 al 1989, riassume il momento del Bari. Lo fa alla vigilia di Bari-Scafatese, domani alle 14:30 al San Nicola. La squadra arriva seconda a 21 punti, cinque dietro il Potenza, e non vince da tre gare ufficiali. Il suo è un giudizio scomodo perché non si ferma alla panchina.

Su Massimo Rastelli, Guastella non segue chi chiede le dimissioni: «Il tecnico ha delle responsabilità, ma non è una cosa usuale esonerare un mister secondo in classifica. Salvo disastri come a Barletta, che comprometterebbe la panchina, vedo difficile un cambio, seppur si sentano mormorii». Subito dopo aggiunge: «Deve, però, fare qualcosa in più». Nel riferimento al 3-0 del Puttilli c'è la misura di quello che a Bari non si può ripetere.

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Sul campo, la sua diagnosi coincide con quello che abbiamo visto: «Essere la miglior difesa è una magra consolazione: stanno rinvenendo squadre che metteranno timore. Serve dare una sterzata. La squadra, sebbene i nomi ci siano, come Maggiore e Mantovani, non basta. Ci vuole un'impronta ed un gioco preciso. Si deve lavorare sull'intraprendenza». Intraprendenza è la parola giusta. A Caserta i tiri sono stati 9 contro 24. A Potenza abbiamo avuto più palla (53%) e tirato meno (6 contro 10). Nelle ultime tre gare ufficiali i gol sono stati due. Intanto il Sorrento è a un punto e il Catania a due. Se dopo una partita così l'allenatore dice «abbiamo giocato benissimo», la piazza non si arrabbia per il risultato: si arrabbia perché sembra che lui abbia visto un'altra partita.

Il giudizio che riguarda chi ha fatto la squadra

La frase più dura arriva verso la fine: «Il Bari deve vincere il campionato, perché credo che, così come è costruito, non sarebbe in grado di aggiudicarsi i playoff». Questo non è un giudizio su Rastelli, ma su come è stata costruita la rosa: ne rispondono Pierpaolo Marino e Antonio Minadeo. Se ha ragione Guastella, i cinque punti dal Potenza non sono un ritardo da recuperare con calma. Sono l'unica strada rimasta. E in questo momento il girone lo comanda un'altra squadra. Il mercato riapre il 2 gennaio, e prima di allora non si può aggiungere nessuno che non sia svincolato. Allora la domanda da fare a chi ha costruito la rosa è questa: se la squadra è stata pensata solo per arrivare prima, cosa si fa se prima non arriva?

Guastella parla anche del San Nicola vuoto: «Sebbene i tifosi vadano solo fuori, questa distinzione, volta alla proprietà, non aiuta la squadra. Gli ultras hanno tutte le sacrosante ragioni, ma è difficile per i calciatori giocare in un clima del genere: mi sono messo nei loro panni. È una protesta civile ma singolare». Capiamo il punto di vista di chi è stato in campo. Ma i 2.317 spettatori con il Giugliano e i 2.435 con il Crotone non sono una scelta contro la squadra. Il 18 ottobre il presidente del Comitato di Garanzia, Sassanelli, ha detto che i De Laurentiis non intendono restare. Il 22 ottobre la società ha consegnato i documenti contabili. Da allora non sono arrivati né un acquirente né una data. Lo stadio vuoto è la risposta a questo silenzio, e chi lo ha provocato non è certo la curva.

Domani arriva una neopromossa, ottava a 17 punti. Guastella ha detto che solo un disastro può costare la panchina a Rastelli. Al San Nicola, contro la Scafatese, la piazza considererebbe un disastro anche un pareggio.

Il video ufficiale

Fonte: TuttoBari

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