Secondi a -7 e senza vittorie da quattro gare: il paradosso del Bari che in classifica regge e in campo no
Il Bari ha 22 punti ed è dietro solo al Potenza, ma l'ultimo successo in campionato è del 10 ottobre e la squadra si spegne dopo mezz'ora. La posizione in classifica non può diventare un alibi: lunedì a Picerno servono i tre punti.

Secondi in classifica, e al San Nicola nessuno lo vive come un buon segno. Il Bari ha 22 punti dopo 12 giornate e ha davanti soltanto il Potenza. Eppure non vince da quattro gare ufficiali, e in campionato l'ultimo successo resta il 2-0 al Giugliano del 10 ottobre. È il paradosso di questa stagione: la classifica tiene in piedi l'obiettivo, il campo no.
La promozione diretta era l'obiettivo dichiarato, e non per vanità. Questa squadra è in C per il playout perso con il Südtirol a maggio, e la piazza ha chiesto subito la risalita, senza passare dai playoff. Da una squadra costruita per vincere il girone ci si aspetta superiorità, la sensazione che prima o poi la partita la porti a casa. Finora l'abbiamo vista quasi mai.
Ottobre si è chiuso con sei punti su quindici: il 2-1 subito a Salerno, il 2-0 al Giugliano, poi tre pareggi di fila. Lo 0-0 con il Crotone ultimo in classifica, l'1-1 a Caserta, l'1-1 al San Nicola con la Scafatese neopromossa, davanti a 2.023 spettatori e con i fischi alla fine. In mezzo, l'eliminazione in Coppa Italia Serie C a Potenza. Il Potenza intanto è salito a 29: sette punti di distanza, mai così tanti per il Bari in Serie C dopo dodici giornate. Nel 2019-20, allo stesso punto, avevamo gli stessi 22 punti e il Potenza era a +6.
Il secondo posto non è un alibi
Il piazzamento rischia di diventare la coperta sotto cui nascondere tutto il resto. Ma basta guardare la classifica: Cerignola e Sorrento sono a 20, Monopoli e Catania a 19, Picerno e Scafatese a 18. Il secondo posto ci separa da chi insegue di due punti, la vetta è a sette. E le partite raccontano sempre la stessa storia, che Rastelli ha riassunto da solo dopo la Scafatese: «Prima mezzora buona, poi si è spenta la luce». Mogoș l'ha detto a modo suo: «Stanno mancando lucidità e cattiveria».
Le responsabilità vanno divise con chiarezza. A Rastelli tocca rispondere di un 4-3-3 che dopo dodici giornate non ha ancora una formazione tipo, e di una squadra che cala dopo mezz'ora con una regolarità che non può essere un caso. A Pierpaolo Marino e Antonio Minadeo tocca rispondere di una rosa che, tra dieci infortuni nelle prime dieci giornate e un centrocampo che non tiene il ritmo, mostra i suoi limiti. E il mercato riapre solo il 2 gennaio: fino ad allora si possono prendere soltanto svincolati.
La domanda che ci portiamo dietro è scomoda: siamo secondi perché siamo forti, o perché il girone, Potenza a parte, non corre? Vorremmo credere alla prima risposta. Le prestazioni di ottobre fanno pensare alla seconda, e una classifica che sta in piedi grazie alla debolezza degli altri non dura fino a maggio.
Lunedì alle 20:45 si va al Curcio, contro un Picerno che ha 18 punti, non ha mai pareggiato e con Di Deo in panchina ha vinto due gare su due. Quasi certamente senza Mantovani, fermato da un problema muscolare. Se a Picerno arriva un'altra mezz'ora e poi più nulla, i giorni senza una vittoria in campionato diventano trenta. E subito dopo c'è il Foggia al San Nicola.
Il secondo posto, da solo, non basta a dire che va tutto bene.
Fonte: TuttoBari




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