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Il Napoli a metà classifica, il Bari a -7 dal Potenza: due crisi nello stesso autunno per i De Laurentiis

A Napoli il patron mette sotto esame Allegri e chiede un deciso cambio di rotta. A Bari la squadra è ferma a quattro gare senza vittorie e la piazza chiede conto alla stessa famiglia: due crisi che non pesano allo stesso modo.

Lo stadio San Nicola di Bari
Lo stadio San Nicola — Foto: Original uploader was Bitettese at it.wikipedia · Public domain

In questo inizio di stagione la famiglia De Laurentiis ha in crisi entrambi i suoi club. Il Bari è a sette punti dal Potenza di Tisci, ha chiuso ottobre con 6 punti su 15 e non vince da quattro gare ufficiali. Il Napoli, che due stagioni fa ha vinto lo scudetto, oggi è a metà classifica e lontanissimo dalle prime posizioni. Per la proprietà è un autunno da dimenticare in tutte e due le città.

A Napoli il bersaglio è Allegri. Il suo arrivo era stato accolto con scetticismo da una parte dell'ambiente, mentre altri puntavano su un curriculum vincente tra Milan e Juventus. Le cose stanno andando peggio di quanto temessero anche i pessimisti: la squadra non gira, il gioco non c'è, gli attaccanti faticano a rendersi pericolosi e la difesa prende gol a grappoli, proprio lei che dovrebbe essere il marchio dell'allenatore toscano. Le ultime prestazioni hanno indispettito il presidente azzurro, che ora pretende un deciso cambio di rotta e valuta la posizione del tecnico. Due partite, tra Champions League e campionato, prima della sosta per le nazionali, possono decidere il suo futuro.

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Qui invece il discorso è diverso, e non per una questione di categoria. Il Bari è secondo con 22 punti dopo 12 giornate, ma dietro c'è un gruppo compatto: Cerignola e Sorrento a 20, Catania e Monopoli a 19. Gli ultimi tre risultati sono pareggi: 0-0 col Crotone, 1-1 a Caserta e 1-1 con la Scafatese, una neopromossa, al San Nicola. Dopo quella partita i capi-ultras hanno avuto un confronto con Rastelli e con il direttore sportivo Antonio Minadeo. Sugli spalti eravamo 2.023, in uno stadio da 58.270 posti, e alla fine sono arrivati i fischi.

Due pesi, una famiglia

Il confronto lascia una domanda scomoda. A Napoli, a metà classifica in Serie A, la proprietà fa sapere di essere irritata e di avere l'allenatore sotto la lente. A Bari, con l'obiettivo della risalita immediata dichiarato in estate e il Potenza che scappa, Rastelli resta al suo posto. Non diciamo che cambiare allenatore sia la soluzione: c'è chi, come Bolzoni, sostiene che non è il momento. Ma la piazza vorrebbe almeno vedere la stessa urgenza che la famiglia mostra per l'altro club. Quando la temperatura sale in tutti e due i posti, al tifoso biancorosso viene da chiedersi quale delle due crisi verrà affrontata per prima.

Il dubbio pesa di più perché il futuro della società è ancora aperto. Il 30 settembre il sindaco Leccese ha nominato il Comitato di Garanzia, il 22 ottobre sono stati consegnati i documenti contabili, ma un acquirente ancora non c'è. Abodi ha annunciato lo stop alla multiproprietà dal 2028 e le elezioni federali del 14 dicembre sono il prossimo snodo. Il Bari, intanto, vive dentro questa attesa con una squadra che dura mezz'ora e uno stadio che si svuota.

Il fatto che il Napoli vada male non consola nessuno a Bari, e non toglie niente ai nostri problemi. Lunedì 9 novembre alle 20:45 si gioca Picerno-Bari al Comunale Donato Curcio, contro una squadra che con Di Deo ha vinto due partite su due. Poi, sabato 14, c'è il derby col Foggia. Per Rastelli, e per chi lo ha scelto, i conti si fanno lì.

Fonte: TuttoBari

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