Caserta, Crotone, Altamura: il trittico che pesa anche sulla panchina di Longo
Dopo lo 0-0 col Barletta il calendario mette in fila tre partite decisive per la classifica del Catania e, forse, per il futuro di Emilio Longo in panchina.

Tre partite possono già dire molto sulla stagione del Catania, e non solo in termini di classifica. Dopo lo 0-0 di sabato scorso al Massimino contro il Barletta, domenica arriva la trasferta di Caserta; poi al Massimino il Crotone, ancora ultimo in classifica per effetto della penalizzazione; infine la seconda trasferta in tre gare, ad Altamura. Un trittico che pesa sull'11° posto rossazzurro e, indirettamente, sulla posizione di Emilio Longo in panchina.
Sette punti in sei giornate valgono undicesimi e otto lunghezze dalla capolista Sorrento, a quota 15. Una squadra che alla vigilia era stata indicata come la favorita per la vittoria del campionato si presenta a questo trittico con più ombre che luci: è un giudizio che il campo, finora, non ha smentito.
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Una panchina già passata sotto esame Quella di Longo non è una posizione blindata. Confermata il 3 settembre dopo le voci di un possibile esonero, è tornata in discussione dopo il ko con la Scafatese — con Fabio Caserta pronto in caso di ko anche a Picerno — e si è alleggerita solo grazie al poker rifilato ai lucani il 15 settembre. Lo 0-0 col Barletta non ha riaperto ufficialmente il caso, ma tre risultati negativi di fila in questo trittico lo farebbero con ogni probabilità.
Il primo esame è domenica a Caserta, contro una squadra quarta in classifica e reduce da sei risultati utili consecutivi. Poi tocca al Crotone, che arriva al Massimino da ultimo della classe solo per la penalizzazione subita, non per quanto mostrato in campo: una gara che il Catania, con questo monte di aspettative, non può permettersi di sbagliare in casa. Chiude il trittico la seconda trasferta in tre partite, ad Altamura.
Non è solo una questione di calendario più o meno favorevole. È che il Catania, dopo sei giornate, non ha ancora trovato undici titolari stabili né una identità di gioco riconoscibile, e la sensazione — netta, dopo il pareggio interno con una neopromossa come il Barletta — è che la squadra costruita per vincere il campionato stia ancora cercando se stessa mentre il calendario non aspetta nessuno.
Fonte: TuttoC



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