Longo cambia ancora: dal 4-3-3 d'agosto alla difesa a quattro ritrovata a Picerno
Dal modulo scelto per l'esordio alla difesa a tre provata nella ripresa con la Scafatese, fino alla linea a quattro confermata a Picerno: il cantiere tattico di Longo non si è mai fermato, e il poker lucano lo tiene aperto.

Il laboratorio tattico di Longo non si è chiuso con la fine del mercato. Il tecnico rossazzurro ha aperto la stagione con il 4-3-3, il sistema scelto per la gara d'esordio, e da allora ha continuato a ritoccare l'assetto della squadra alla ricerca di equilibrio. Nella ripresa di Catania-Scafatese, il 12 settembre, ha provato per la prima volta la difesa a tre; alla vigilia della trasferta di Picerno l'ha rivalutata ancora, salvo alla fine confermare la linea a quattro che ha retto fino al rosso di Masciangelo all'83'.
Il contesto in cui si muove questo cantiere è pesante. Il Catania ha perso le prime due giornate di campionato, con Inter U23 (1-2, 23 agosto) e Monopoli (0-2, 29 agosto): non era mai successo nelle 27 partecipazioni del club al campionato di Serie C. È arrivata poi l'eliminazione in Coppa Italia Serie C contro il Savoia (0-3, 2 settembre). Da lì la squadra ha alternato il 4-0 al Cosenza, il ko interno 1-2 con la Scafatese e infine il 4-2 sul campo del Picerno, che vale l'8° posto con 6 punti in cinque giornate (2V 0N 3P, 9-7). In testa c'è il Sorrento con 12 punti, seguito da Casertana (11) e dalla coppia Cerignola-Bari (9).
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Il poker di Picerno è la fotografia più recente del lavoro di Longo: tre gol in tre minuti tra il 31' e il 34', con Ierardi, Bruzzaniti e Cavuoti, poi il poker firmato da Cicerelli al 57'. Quattro marcatori diversi, con Coda e Insigne ancora dalla panchina, a conferma che l'allenatore sta ancora cercando l'undici e l'assetto giusti per una rosa rinnovata quasi a metà.
Vince, ma il conto resta aperto
Sperimentare può essere lucidità, oppure il sintomo di una squadra che a cinque giornate dall'inizio non ha ancora trovato sé stessa. A Picerno il Catania ha vinto, ma ha chiuso in dieci uomini e ha commesso 22 falli contro i 10 degli avversari, concedendo anche il rigore del 2-4 nel finale: il conto di chi vince senza ancora aver messo a posto tutti i tasselli. La pressione attorno alla panchina, tornata concreta nei giorni tra il ko con la Scafatese e la trasferta lucana, si è allentata sul campo — ma dalla società, nel post-partita, non è arrivata alcuna parola ufficiale su Longo.
Sabato al Massimino arriva il Barletta, terza e ultima tappa del trittico Scafatese-Picerno-Barletta. Sarà la prima occasione per capire se la difesa a quattro confermata a Picerno diventa la scelta stabile del laboratorio Longo, o resta soltanto l'ultima delle tante variabili provate in queste settimane.
Fonte: TuttoCalcioCatania




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